Cinema muto al Cinema Odeon di Firenze


Video dal canale di simonepalma su YouTube

Due importanti eventi due, assolutamente da non perdere, al Cinema Odeon di Firenze – Sistema Toscana Cinema.

Silent (movie) Ghost) è uno spettacolo in due atti di cinema, musica e danza. Basato su un classico dell’horror dell’epoca del muto The cat and canary (1927), il lavoro nasce da un’idea di Mino Freda, regista e autore delle musiche. In uno stile di confine che va dalla musica elettronica a evidenti richiami classicheggianti ai lap top set e keyboards di Freda si accompagnano le percussioni e il flauto di Federico Di Maio. Intermezzi coreografici di danza contemporanea di Magda Saba s’inseriscono nel racconto filmico con un attento gioco ad incastro. Il corpo della danzatrice diventa una sorta di scenografia tridimensionale, di proiezione “umanizzata” dando vita, insieme ai video-live di Filippo Corrieri, a originali intermezzi coreografici. Spettacolo davvero unico nel suo genere, polimediale appunto, Silent (movie) Ghost riesce a coinvolgere il pubblico su più piani rappresentativi senza però alterare l’avvincente trama di questo capolavoro del “silent movie”. Firmato nel 1927, da Paul Leni, regista tedesco tra i capiscuola del cinema espressionista, il film s’impone soprattutto per l’innovazione della regia, evidente nelle numerose soggettive, nelle inquadrature dal basso e negli ardui movimenti di macchina. I sottotitoli del film sono in italiano.

Mino Freda, compositore, sound design, produttore, arrangiatore e storico dell’arte (Roma 1963). Autore di cinque produzioni discografiche e arrangiatore, produttore e compositore di musiche da film con l’etichetta CNI. Nel 2006 compone le musiche originali dell’ultimo film di Mario Monicelli Le Rose del Deserto (ed. FreeLife Company srl.). Lavora per i registi cinematografici come Francesca Garcea, Tom Finerty, Raffaello Sasson, Marco Carlucci e Massimo Fersini. Il film di quest’ultimi Totem blue ha ottenuto l’Award excellence e l”Award Accolade al Indie Film Fest in California (The Indie Fest). Ha composto musiche per programmi radiofonici e televisivi . E’ insegnante IED (Istituto Europeo del Design di Roma) al corso di Sound Design ed è titolare dello studio di produzione e post-produzione CM Studio. Domani 3 novembre, ore 21,00. Altre informazioni qui.

Il XXXIII Festival Internazionale di Cinema e Donne, venerdì 4 novembre, ore 16,00, vi propone la proiezione di Miss Dorothy (1920), musica dal vivo, su testi di compositrici del Novecento, eseguita dal Trio Xenia (pianoforte, fluto, violoncello). Introduce Cristina Jandelli (Università degli Studi di Firenze).

Buone visioni!

Quattro diavoli sperduti nel buio

quattro diavoli
Quattro diavoli…

Può sembrare incredibile, ma alcuni dei film più importanti nella storia del cinema sono scomparsi. Scomparsi, ma non perduti, perché l’esperienza – e la speranza – ha dimostrato che non bisogna mai darsi per vinti. Un mezzo di comunicazione come Internet può senza dubbio contribuire al ritrovamento di questo patrimonio, ed è questa una delle ragioni che ha portato alla creazione del portale dei Film Perduti (Lost Films).

Lost Films è una iniziativa della Deutsche Kinemathek, Berlin, in collaborazione con Das Bundesarchiv-Filmarchiv, Berlin , Friederich Wilhelm Murnau Stifttung, Wiesbaden, Centre National de la Cinématographie, Paris, Film Archiv Austria, Národní filmový archiv, Prague.

4 Diavoli
Cast e regista dei Quattro Diavoli, da sinistra a destra: Gaynor, Morton, Murnau, Mc Donald, Duncan, Norton, Drexel

Della filmografia di Friederich Wilhelm Murnau, secondo il sito Lost Films, risultano scomparsi 10 film. Uno di questi è I quattro diavoli (1928), terza versione cinematografica del romanzo di Herman Bang, De Fire Djaevle.

Nella pagina dedicata al film potete trovare una serie di documenti (fotografie, lettere, ritagli stampa, pubblicità), che ricostruiscono la travagliata realizzazione. Come per tutti i film segnalati nel sito Lost Films, se avete qualche informazione o documento (magari la pellicola!) relativo a I quattro diavoli, registratevi sul sito e inviate il vostro contributo.

I quattro diavoli è il secondo film di Murnau girato a Hollywood per la Fox. Dopo il grande successo internazionale di Aurora (Sunrise), questa seconda prova era molto attesa, e le notizie sulla sua realizzazione non mancano. Questa, per esempio:

« Per il suo prossimo film, I quattro diavoli, il regista Murnau cerca due interpreti maschili, uno biondo e l’altro bruno, di non più di 21 anni. Ha già selezionato 200 aspiranti e ha fatto girare dei provini a 20 di loro… ma senza nessun risultato per il momento.

Per le costruzioni degli interni, Murnau ha ingaggiato due architetti tedeschi Herlth e Röhrig che sono già arrivati in America »
(Le Courrier, dicembre 1927)

Girato muto, il film viene rimaneggiato dalla produzione. Secondo le notizie apparse sulla stampa cinematografica, l’accorto regista aveva addirittura previsto in corso di lavorazione la possibilità che il film venisse sonorizzato:

A proposito dei film sonori

Ecco una notizia che farà rumore. Murnau, il grande regista di Faust e Aurora, si è arreso al film sonoro, adattando certe scene del suo ultimo film per la Fox, I quattro diavoli, al sistema Movietone, dove la colonna sonora è registrata simultaneamente sulla pellicola. Mentre girava il film, Murnau riservò il minimo spazio necessario, girando le scene in modo tale di lasciare spazio alla colonna sonora nel campo dell’immagine.
(Le Courrier. 7 luglio 1928)

Altra versione dei fatti nel bonus-ricostruzione del film incluso nel DVD di Sunrise, a cura di Janet Bergstrom.

In Italia il film fu annunciato per la stagione 1928-1929, il visto di censura è del 30 aprile 1929 (metri 2749), in due versioni: muta e sonorizzata, ma non ho notizie della uscita nelle sale italiane fino a cinque mesi dopo. Ecco il resoconto della prima a Milano al Cinema Teatro San Carlo. L’autore è Ubaldo Magnaghi, critico cinematografico, regista di documentari e film sperimentali, uno dei fondatori della sezione cinematografica del Guf a Milano:

« Affermo, innanzi tutto, che il romanzo dal quale fu tolto il canovaccio di questo film, appartiene ad un genere ormai sorpassato, e che Aurora, l’altra produzione eseguita dallo stesso Murnau in America, per quanto concerne innovazioni e scuola nuova, non viene raggiunta e tanto meno uguagliata. Pure, questo I quattro diavoli, è un lavoro indubbiamente assai riuscito, e non esito a classificarlo fra i migliori della produzione recente.

Per varie ragioni.

In primo, è già molto riuscire a rendere atto ai nostri occhi un soggetto che, per la sua puerilità, certamente posto in scena da altro artefice (ricordo ancora, purtroppo, l’altra edizione fatta dal Lind), sarebbe a noi sembrata ridicolaggine. E facendo si che vecchi e scipiti episodi da romanzo popolare, col solito intrigo d’amore fra l’atleta e la gran dama, il più solito ancora fiore calpestato e la non meno solita Senna dove la delusa vuole annegare, clowns, tony e… cose belle, avessero ad apparire in luce nuova, si può dedurre che il Murnau ha dimostrato tenacia, perizia e volontà tali ch’io chiamerò insuperabili.

Ecco il merito maggiore!

Poi, quel temprare ogni fatto, quel forgiare caratteri stilizzando negli attori il gesto, la battuta recitativa e gli atteggiamenti, formano una sequela che da l’impressione del perfetto, del migliore. E qui possiamo scindere ogni parte, ogni figura, ogni quadro: in tutto si trova oggetto di studio, di indagine, e qui pregustiamo i pregi dell’impostazione e della direttiva.

I primi due atti sono riusciti veramente. È dove v’ha il miglior Murnau, dove si è dato; di più.

Concerto, fusione, plastica, non so: certo la passione che vibra, l’azione che man mano drammatizza, il gioco scenico complesso, l’inquadratura, avvincono. Luce viene fatta in ogni dove, ogni cosa si anima, prende colore, e lo studio, il confronto, i ritorni, le alterazioni espressive, il contrasto, si avvicendano: cinematografia purissima.

Ma dico, per giungere a questo, Murnau necessariamente ha dovuto allontanarsi dal romanzo: ha dovuto creare episodi nuovi. E lontano dal legame, la fantasia, s’è sciolta, si è sbizzarrita in una ricerca intensa. Del risultato ottenuto, ho detto.

Negli atti successivi, logicamente, come il lavoro e le preoccupazioni d’indole commerciale imponevano, gli episodi si incatenano nel modo previsto.

Circo equestre: e in quanti centinaia di films abbiamo visto una pista, cavalli bardati, atleti?

Chissà perché, qui sembrano cosa nuova. Il gioco, la ripresa in una tecnica stupenda, fermano l’attenzione. Bisogna vedere come il pubblico viene preparato alla tragedia: da un primo piano di figura, che chiarisce uno stato d’animo, l’obiettivo passa a frugare in una cupola dove son fissi trapezi: dai trapezi alla folla; le prime incertezze, il timore, lo sgomento, volti di paurosi, il panico, l’urlo, il tumulto, in passaggi velocissimi, danno la sensazione di quello che deve accadere. E poi, chi non ricorda la superba scena del terrore che invade, atterrisce la dama quando dall’automobile vede la rivale portata nell’autolettiga? Il superbo ingresso dei « diavoli » sui cavalli bianchi?

Non è dato tempo al pubblico di pensare. Solo che al quinto atto, il peggiore, per rallentamento improvviso, si rimane a solo coll’azione. L’incertezza, il tono convenzionale e mielato della inventiva, per un attimo sembrano prendere sopravvento: ci si trova dinanzi alla magra realtà ! Qui il film cade, v’è minaccia d’uragano. Pare strano: qualche esagerazione e le lungaggini possono far crollare tutto.

Murnau però sembra se ne avveda; vira veloce, riprende subito: quattro tocchi e l’ambiente si rinnova. L’emozione voluta, cercata, prorompe: gli animi sono sospesi, di nuovo.

E il mago sembra si diverta!

Indi — voluto ad ogni costo, purtroppo! — il lieto fine.

Gli attori: tutti, e in primo piano; dalla Janet Gaynor, la mite, stupenda di naturalezza e versatilità, a C. Morton, vivace e pienamente adatto alla parte sua; dall’ottimo Farrell Mc Donald, il caratterista irlandese che ovunque lo si metta recita sempre magnificamente, a Barry Norton, corretto, timido, del quale ho parlato anche di recente, da lodare incondizionatamente. Per le parti maschili, a mio parere, il migliore fra tutti è l’attore che impersonava il padrone della baracca, nei primi atti. Il suo nome non mi è noto e mai, prima d’ora, ho avuto occasione di notarlo.

Accenno adesso, alla Mary Duncan: donna e attrice stupenda, ha reso cinque o sei scene in modo incomparabile. Ma perchè nel quinto atto è caduta nell’esagerazione? Perchè hanno voluto così? L’attrice, se controllata giustamente, poteva dare di più.

La sincronizzazione, per quanto riguarda i rumori, le urla, l’eco del panico, ha giovato assai, e nella scena madre, dove la folla spaventata si muove, ha raggiunto effetti impareggiabili. Invece, il commento orchestrale, aggiunto, talvolta i brani musicali li ho trovati scelti con criterio relativo. Fotografia morbidissima, d’una aderenza completa; luministica di pregio.

Gran folla, alla sera. Conviene dire che la pubblicità accorta aveva acuito l’attesa »

Ah, già! La prima immagine del post non è del film di Murnau, appartiene a… quattro diavoli di qualche anno prima. È il mio regalo per la notte di Halloween.

Con questo post inizia la ripresa di quelli pubblicati nel sito Cinema Muto Europeo.

Festival Edgar Allan Poe alla Cineteca di Firenze

Edgar Allan Poe, D. W. Griffith 1909

Un evento, come dire, molto “silenzioso” questo omaggio ad Edgar Allan Poe organizzato dalla Cineteca di Firenze.  Ho trovato la notizia per caso mentre facevo una ricerca su Edgar Allan Poe.

Quindi, la Cineteca di Firenze, Bottega del Cinema – Comune di Firenze – Regione Toscana, Via Reginaldo Giuliani, 374 – Firenze, vi aspetta, dal 31 ottobre – 1/2 novembre alle 17,00 per questa rassegna di film intorno alla vita e l’opera di Edgar Allan Poe. Ecco il programma (che non comprende soltanto il cinema muto):

lunedì 31 ottobre
17.00 EDGAR ALLAN POE di David W.Griffith USA 1909
17.10 IL SEPOLTO VIVO di Roger Corman dal racconto di E.A.Poe con Ray Milland USA 1962
18.30 LA CADUTA DELLA CASA USHER di Jean Epstein, aiuto regia:Luis Bunuel ,dal racconto omonimo di E.A.Poe FRA 1928 didascalie in italiano
19.30 THE BLACK CAT di Edgar G.Ulmer dal racconto omonimo di E.A.Poe con Boris Karloff, Bela Lugosi USA 1934 versione originale sottotitoli in francese
20.45 IL GATTO NERO di Dario Argento con Harvey Keitel, Martin Balsam ITA 1990
21.45 LA MASCHERA DELLA MORTE ROSSA di Roger Corman dal racconto omonimo e da “Hop Toad”di E.A.Poe con Vincent Price USA 1964.
segue: WILLIAM WILSON di Louis Malle dal racconto omonimo di E.A.Poe con Alain Delon, Brigitte Bardot ITA/FRA 1968.

martedì 1 novembre
17.00 I MAGHI DEL TERRORE di Roger Corman dal poema “Il corvo” con Vincent Price, Peter Lorre, Boris Karloff, Jack Nicholson USA 1963 copia fondo Andrea Vannini/Cineteca di Firenze
18.15 TOBY DAMMIT di Federico Fellini dal racconto “Non scommetere la testa col diavolo” di E:A:Poe con Terence Stamp, Salvo Randone, Polidor ITA/FRA 1968
19.00 I VIVI E I MORTI di Roger Corman dal racconto “La caduta della casa Usher” di E.A.Poe con Vincent Price, Mark Damon USA 1960
20.15 THE RAVEN di Louis Friedlander dal poema “Il corvo”di E.A.Poe con Bela Lugosi, Boris Karloff USA 1935 versione originale sottotitoli in francese
21.30 IL POZZO E IL PENDOLO di Roger Corman dal racconto omonimo di E.A.Poe con Vincent Price, Barbara Steele USA 1961
segue: THE BELLS di James Young dal poema di E.A.Poe con Lionel Barrymore, Boris Karloff USA 1926 . Virato a colore, didascalie originali con musica

mercoledì 2 novembre
17.00 METZENGERSTEIN di Roger Vadim dal racconto omonimo di E.A.Poe con Jane Fonda, Peter Fonda ITA/FRA 1968
17.30 LA TOMBA DI LIGEIA di Roger Corman dal racconto “Ligeia” di E.A.Poe con Vincent Price,Elizabeth Shepard USA 1964
19.00 THE AVENGING CONSCIENCE di David W. Griffith ispirato alle poesie “Il cuore rivelatore” e “Annabel Lee” di E.A, Poe. USA 1914. didascalie in francese
20.30 MURDERS IN THE RUE MORGUE di Robert Florey dal racconto omonimo di E.A.Poe con Boris Karloff , Bela Lugosi USA 1932 versione originale sottotitoli in francese
21.30 I RACCONTI DEL TERRORE di Roger Corman dai racconti “Morella”, “Il gatto nero”e “The Cask of Amontillado”e “Mr. Valdemar” con Vincent Price, Peter Lorre , Basil Rathbone, Debra Paget USA 1962
seguono:
THE FALL OF THE HOUSE OF USHER di James S. Watson dal racconto di E.A.Poe USA 1928
EDGAR ALLAN POE di David W.Griffith USA 1909

Bel programma! Buone visioni!