Maciste Imperatore – Pittaluga Fert 1924


Maciste si presenta al Regno di Sirdania.

Maciste si presenta al Regno di Sirdania.

Aprile 1924

Una strana avventura è quella capitata in uno degli scorsi giorni ad un agente municipale della città di Torino. Controllando insieme ad un impiegato del Municipio il tracciato del nuovo piano stradale alla Madonna di Campagna, il bravo agente si trovò a dar del capo, in un prato presso il corso Lombardia, in un grandioso palazzo che sulle carte non esisteva e per cui non era mai stato chiesto permesso alcuno di costruzione.
La curiosità della guardia fu aumentata dal fatto, che già era stata sul posto quindici giorni prima, ed allora il palazzo non c’era.
Ne seguì un regolare rapporto, ed una inchiesta per direttissima. Gli ingegneri e gli agenti accorsi per constatare il fenomeno, per infliggere le multe del caso, scopersero che si trattava di una mastodontica costruzione sorta in pochi giorni per servir da sfondo e da degna inquadratura al grandioso film Maciste Imperatore.
La cosa finì in una risata ed in una… bicchierata pagata dall’architetto Guido Brignone.
Ma l’agente che fece la scoperta, si riserbò il diritto di venir a constatare la demolizione del fabbricato, incredulo ancora che per un film si possa erigere e poi demolire un palazzo simile.

Novembre 1924

Finalmente il tanto atteso film Maciste Imperatore è giunto alla programmazione. La grandiosità del soggetto, le meticolose cure, il valore degli interpreti e la ricchezza dei mezzi posti a disposizione dalla Pittaluga Fert, avevano creato attorno a questo lavoro un’atmosfera che non è esagerato definire come morbosa.
Si trattava in realtà di superare una prova, sia da parte della casa, che degli interpreti e del direttore di scena. Dopo la buona riuscita dei primi tre lavori, Maciste e il nipote di America, Saetta impara a vivere e Dall’Italia all’Equatore, cioè dopo la commedia ed il film dal vero, si giungeva infatti con Maciste Imperatore al Superfilm, e vi si giungeva con un complesso d’artisti che rispondono al nome di Maciste (Bartolomeo Pagano), Elena Sangro, Lola Romanos, Saetta (Domenico Gambino), Giuseppe Brignone e Armand Pouget, per non nominare che i principali, e con un direttore di scena del valore di Guido Brignone.
L’attesa era quindi giustificata. Maciste Imperatore andò in programma a Torino al Salone Ghersi il giorno 6 novembre, a Genova, patria di Maciste, all’Orfeo ed al Vernazza contemporaneamente il 7 dello stesso mese, a Firenze al Cinema Gambrinus il 3 corrente, ed infine a Roma al Modernissimo il giorno 3 stesso.

Maciste Imperatore al Salone Ghersi di Torino, novembre 1924.

Maciste Imperatore al Salone Ghersi di Torino, novembre 1924.

Argomento

Nella lontana corte di Sirdania le cose non procedono troppo bene. Il Monarca è morto senza lasciare eredi legittimi. Nel testamento ha designato quale successore al trono suo figlio Otis, nato da matrimonio morganatico; ma fino ad ora l’erede non si è presentato ad assumere la Corona e il governo è tenuto dal Reggente Stanos, che ha tutto l’interesse che il vero successore non debba mai presentarsi.
Otis, ignaro del suo destino, vive in un grande hotel, lontano dalla patria sotto la guida di due precettori a cui dal defunto Monarca è stato affidato l’incarico di provvedere alla di lui educazione. Occasionalmente imbattutosi in Maciste si è legato a lui con una cordiale amicizia.
Ma Stanos ha ordito intorno al giovane principe una fitta rete di intrighi e di spionaggi alla quale presiede uno strano tipo di avventuriero, Osram, che tenta di circuire il principe con ogni mezzo. È sua alleata Cinzia, una ballerina di meravigliosa bellezza che ha il compito di avvincere il giovane con il suo meraviglioso fascino.
Perdutamente invaghito della bella Cinzia, Otis cede all’impulso della sua giovinezza. Annoiato dei suoi precettori, più che rapire, si lascia rapire dalla donna e fugge con lei, lasciando un laconico biglietto che getta nella disperazione i due precettori.
Decisi a rintracciare il fuggitivo, si recano da Maciste in cerca di consiglio e di aiuto. Come Maciste apprende che si tratta del futuro Re di Sirdania non esita un istante. Si associa l’amico Saetta e in compagnia dei due precettori, organizza il suo piano per rintracciare il nascondiglio del principe, mentre Stanos, informato di ogni cosa, aiuta Osram nell’impresa in cui sono alleati.
Il rifugio di Otis, dopo affannose e attive ricerche, viene scoperto. Maciste e Saetta e i due precettori si affrettano a raggiungere la villa dove egli si è nascosto, abbandonandosi con tutta l’anima alla sua ardente passione. Ma Osram, che vigila, cerca di ostacolare i loro piani con ogni mezzo. Tuttavia Maciste non è uomo da spaventarsene. Quando una porta non si spalanca dinanzi a lui, la si abbatte. Senza indugio si mette all’opera. Se non che Osram, aiutato da Cinzia, imprigiona Otis in una stanza della villa. Le strane manovre richiamano l’attenzione del prigioniero. Da una finestra scorge Maciste, Saetta e i due precettori e cerca di raggiungerli, lasciandosi calare dalla finestra. Ma Osram glielo impedisce, piombandogli addosso e riducendolo all’impotenza; poi, caricatosi sulle spalle il principe svenuto, si lancia verso la spiaggia, monta in un motoscafo e tenta di prendere il largo. Il rumore del canotto mette sull’avviso Maciste che ha sfondato la pesante porta con erculei sforzi. Si precipita sulla spiaggia e riesce ad afferrare il canotto. Vistosi scoperto, Osram punta la sua rivoltella, ma il pronto intervento di Saetta salva la vita del fedele e poderoso amico.
A bordo del piroscafo Taesis, Otis, Maciste, Saetta e i due precettori fanno rotta verso il regno di Sirdania. Ma Osram imbarcatosi segretamente sullo stesso piroscafo, si impadronisce della pergamena che attesta il diritto al trono del giovane principe e fugge con una barca.
Maciste comprende che oscuri e temibili avversari ostacolano i sacrosanti diritti del legittimo erede al trono. Saetta ha una trovata miracolosa. Nessuno a corte conosce Otis e tanto meno Maciste. Perché non far prendere a Maciste, l’uomo dai muscoli d’acciaio e dalla figura imponente,  il posto del principe fino a quando i nemici non saranno sventati? Chi oserà tramare contro il Gigante? Ed il popolo e la Corte di Sirdania a cui è stato annunziato l’arrivo del principe restano meravigliati e lo accolgono con entusiasmo. Quello non è un principe: quello non può essere che un imperatore. E Maciste sarà imperatore di Sirdania, fino al giorno in cui il suo compito sarà assolto.
La vita di Corte di Maciste prosegue senza che egli si lasci sfuggire la minima occasione per dimostrare il suo attaccamento al popolo e il suo sdegno per qualsiasi prepotenza. E le occasioni sono infinite per dimostrare il suo buon cuore e il suo animo nobile, sempre disposto alla carità verso gli umili e verso i deboli.
Le sue azioni generano nel popolo un sentimento di riconoscenza che non tarda ad avere una ripercussione alla Corte. « Questo gigante — dice Stanos – comincia ad essere troppo pericoloso; è necessario toglierlo di mezzo ». I cortigiani, che non domandano di meglio, approvano senza contraddizioni. Alcuni giorni dopo un messo giunge al Castello del Nord recando uno strano messaggio ad Osram: « Ho bisogno di te… firmato Stanos ». E Osram si dispone immediatamente a rientrare al servizio attivo del suo signore.
La lotta tra il reggente e i suoi sicari e il gigante generoso e i suoi amici continua fino al giorno in cui Otis può salire sul trono fra le acclamazioni del popolo festante.
(dal programma del Salone Ghersi di Torino)

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Archivio del Cinema Muto - Silent Film Archive
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