L’arte di Buster Keaton secondo Luis Buñuel


In Keaton l’espressione è semplice come quella di una bottiglia, ad esempio; sebbene sulla pista rotonda e chiara delle sue pupille la sua anima asettica. Ma la bottiglia e il viso di Keaton possiedono punti di vista infiniti.

Sono elementi rari cui è affidato il compimento della missione dell’ingranaggio ritmico e architettonico del film. Il montaggio, chiave di volta del film, combina commenta e unifica tutti questi elementi. Ci si può attendere una maggior capacità cinematografica? Si è voluto credere all’inferiorità di Buster, “l’antivirtuoso”, rispetto a Chaplin; farne una specie di limite a tutto svantaggio del primo, una specie di stigmate. Riteniamo un pregio la capacità di Keaton di giungere al comico mediante l’armonizzazione delle situazioni, degli oggetti e degli altri mezzi di realizzazione. Keaton è carico d’umanità; di più: d’una recente e increata umanità, di una umanità alla moda se vogliamo.

Luis Buñuel (Cahiers d’Art, n. 10, 1927)

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