Assunta Spina 1915

Scena finale di Assunta Spina (Caesar Film 1915), al centro Francesca Bertini, penultimo a destra Alberto Collo.
Scena finale di Assunta Spina (Caesar Film 1915), al centro Francesca Bertini, penultimo a destra Alberto Collo.

Questo post è dedicato a laulilla, una signora torinese, interessata al cinema, alla cultura, ai libri.

Assunta Spina, questo nome di una donna del popolo è stato posto pochi anni fa dal più acclamato dei commediografi dialettali napoletani in fronte a un suo breve e impressionante dramma, che ha fatto il giro d’Italia tra successi incontrastati e sinceri.

L’azione cinematografica accresce il dramma del di Giacomo con un antefatto che gli può attagliare senza che si pensi a una delle solite appiccicature le quali deformano, nel mondo cinematografico, la composizione originale. È necessario che da un antefatto acconcio, il pubblico comprenda così chi sia la donna inquieta e sensibile che gli vien presentata nei suoi primi atti, come quel destino al quale ella va incontro e l’ambiente in cui esso si compie.

È uno scorcio di donna che si presenta e intrattiene rapidamente gli spettatori.

Assunta Spina è tutto istinto. La stranezza, l’inquietante irrazionalità dei suoi atti è spiegata dell’intensità del suo istinto, intensità misteriosa e difficile a sopportare. Oscura ed eccessiva — ecco il segreto — è la vitalità di Assunta Spina: in modo che ella agisce crucciosamente, quasi rivoltandosi con violenza e con rabbia a qualche ignota forza interiore che la costringe. È in questa figura un concentrato ed altero dolore, e si rivela dalla disperata asprezza dei suoi modi: ella è una di quelle creature di troppo e troppo chiusa passione, che pare abbia una eterna querela in pendenza con chi l’ha creata. Dovunque ella si presenta fa del vuoto attorno a sé, e impone delle sospensioni tragiche.

Va per la vita come un’anima perduta. È una zingara. È sempre lontana, distante, sfuggente, estranea a tutti. Riceve chi l’accosta con trascuratezza. Nei momenti più fieri stende le sue mani a respingere, si isola per straziarsi ancora meglio, con una certa voluttà. Non può gustare il dolce della fraternità e dell’amicizia, e non ha che una solo possibilità: l’amore.

L’amore è la sua risoluzione naturale e necessaria, è la sua nobiltà, la sua dignità, la sua ragion d’essere. Ella è una grande amoureuse, perché non può essere altro.

Ma per questa vorace consumatrice di passione non c’è avvenire. Ella si concede e non domanda nulla. Ma può dimenticare d’essersi donata.

Ma il male che fa non lo sa: ella non ha il senso del male. Ella non vede nulla: è cieca, e segue il suo istinto. E questa inconsapevolezza assoluta del male che porta con sé, questa sua fondamentale incoscienza spiega il sacrificio — degno di una creatura di Dostoevskij — col quale ella, infine, è portata a rivolgere contro sé sola le conseguenze materiali dei suoi atti.

Sfregiata da un colpo di rasoio dall’amante geloso, Assunta Spina va in tribunale a dire che non è stato lui. Ha un’altro amante, ma non sa sopportarlo. Ha dei capricci, ma non sono durevoli. Pare che trascini, ed è trascinata invece lei stessa.

E quando viene, finalmente, il momento del sacrificio Assunta Spina non ha bisogno di mutare anima. È sempre lei. Ed ha ancora necessità di perdersi tutta, e di perdersi in un atto estremo.

Chi è stato che ha ucciso? È stata lei? E, in fondo, la responsabile è lei. Ma non per questo, non per andare incontro all’espiazione ragionatamente — il che sarebbe falso, o sarebbe vanità dell’espiazione — ella si accusa. La giustizia si compie nei suoi atti rimanendo celata alla sua coscienza. Ella non ha che da seguitare a vivere. Viene il giorno in cui quel medesimo istinto che le ha tanto rosa e divorata l’anima, la trasporta d’un colpo alla sublimità. Il male è assolto, il bene porta lo stesso spirito del male; ma ora tutto è compiuto e scordato.

La vita deve amare le sue riserve di santità in queste creature di perdizione.

La Caesar Film ha affidato ad un’attrice la cui bellezza fisica non è scompagnata dal raro pregio della suggestiva e impressionante nobiltà d’una fisionomia espressiva, la parte principale di questo rapido dramma d’un’anima lacerata. Francesca Bertini lo incarna principalmente: la sua figura, ora dolorosa, ora pensosa, or crudele, or tenera, vi passa lasciandovi le stimmate della sua tragicità. E questa figura di popolana napolitana s’agita nei caratteristici ambienti della più passionale e più folta città del mezzogiorno d’Italia, la città dei canti e dell’amore, della violenza e della bontà — cornice naturale e suggestiva — con le sue piazze e le sue stradicciuole, con la sua folla palpitante, col suo costume, col suo sole abbagliante, o con la poetica tristezza delle sue giornate senza sole, a un quadro che esprime, di qualcuno che vi trascina la sua vita palpitante, le speranze, l’amore, il dolore e il sacrificio…

(testo anonimo pubblicato nella brochure originale del film)

 

Notizie varie maggio 1915 (II)

Roma, 16 maggio. Il Re, dopo aver invitato successivamente gli on. Giolitti, Marcora e Boselli a costituire il nuovo gabinetto, decide di non accettare le dimissioni del ministero Salandra.

Il conte Baldassarre Negroni, scioltosi dalla Milano Film farà per conto proprio in Roma. Avrà con lui Hesperia. Pare che la nuova Casa s’intitolerà Negroni-Film.

Torino, 17 maggio. La Camera del Lavoro proclama lo sciopero generale per protesta contro la guerra. La giornata passa fra i tumulti, con un morto e parecchi feriti. Alla sera l’autorità militare assume la tutela dell’ordine.

Movimento artistico. Robinet è uscito dall’Ambrosio. Umberto Mozzato è passato alla Savoia Film. Alfonso Cassini dell’Etna Films alla Cines.

20 maggio. Alla Camera dei Deputati il Presidente del Consiglio riassume la storia delle trattative con l’Austria e presenta il disegno di legge che conferisce al Governo pieni poteri in caso di guerra.

Quanto prima si inaugurerà a Torino il cinema Odeon della Ditta Vittorio Ghersi.

21 maggio. Il Senato vota i pieni poteri al Governo alla unanimità per appello nominale, con 281 votanti. Al Friuli l’autorità militare austriaca respinge al confine i sacchi della posta italiana, rimuove le rotaie e toglie le comunicazioni telegrafiche e ferroviarie. A Trieste è proclamata la legge stataria; si ordinano la consegna delle armi, la chiusura dei pubblici esercizi all’Ave Maria, il divieto di uscire o entrare in città senza un permesso della polizia.

22 maggio. Il Re firma il decreto di mobilitazione generale dell’esercito e della marina e la requisizione dei quadrupedi e dei veicoli. La mobilitazione concluderà il 23. Il servizio ferroviario continuerà regolarmente. Si aprono gli arruolamenti volontari per la durata della guerra in tutti i corpi del R. Esercito.

23 maggio. Dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria. Lo stato di guerra comincerà lunedì 24 maggio. Il generale Cadorna col suo Stato Maggiore parte per il Quartier generale. E’ dichiarato lo stato di guerra nelle provincie di Sondrio, Brescia, Verona, Belluno, Udine, Venezia, Treviso, Padova, Vicenza, Mantova e Ferrara e nelle isole e comuni costieri dell’Adriatico. Decreti reali che stabiliscono le disposizioni speciali per il mantenimento dell’ordine pubblico, la censura delle lettere, la sospensione temporanea dei pacchi postali, la facoltà di sospendere, modificare o limitare i servizi telegrafici e telefonici. È pure stabilita la censura preventiva delle pubblicazioni periodiche.

24 maggio. Le truppe italiane si avanzano verso il confine, occupando Caporetto, alture tra l’Judrio e l’Isonzo, Cormons, Versa, Cervignano e Terza. Piccole unità navali austriache con aeroplani, cannoneggiano Porto Corsini, Ancona e Barletta. Aeroplani austriaci lanciano bombe su Venezia.

La Bonnard Film ha sospeso la propria produzione, causa il richiamo sotto le armi del dott. Mazzolotti e di Mario Bonnard.

25 maggio. Il Governo vieta ogni traffico di esportazione, importazione e transito con la Monarchia austro-ungarica. La Giuria internazionale dell’Esposizione di San Francisco in California, conferisce l’unico Gran Premio al Padiglione Italiano, opera dell’arch. Marcello Piacentini. Nuove zone di guerra: Bologna, Ravenna e Forlì.

Si è costituita a Torino l’Unione degli Scrittori Cinematografici sotto gli auspici della Società Italiana degli Autori.

26 maggio. A cagione del grande ingombro di telegrammi riguardanti la mobilitazione è sospesa per 24 ore la trasmissione di telegrammi privati. Il Governo proclama il blocco dell’Adriatico.

27 maggio. L’Osservatore Romano pubblica una lettera del Papa al decano del Sacro Collegio nella quale il Sommo Pontefice deplora gli orrori della guerra, condanna i mezzi di offesa contrari alle leggi della umanità ed al diritto internazionale, che si usano in terra e in mare, si duole che il terribile incendio si sia esteso alla “diletta Italia” e annunzia di aver fornito di amplissime facoltà spirituali i cappellani militari. È autorizzata la emissione di 300 milioni in biglietti dello Stato.

28 maggio. Gli stabilimenti e i depositi dell’amministrazione dello Stato, come pure le fabbriche e i depositi di prodotti esplodenti o infiammabili sono posti sotto la vigilanza delle autorità militari. Il presidente del Consiglio dirige ai senatori a ai deputati una lettera nella quale invoca una “leva in massa” della beneficenza nazionale a favore delle famiglie dei soldati.

È morto sul campo dell’onore ad Éparges un membro del Pathé Journal, M. Robert André, appena ventenne.

Notizie varie maggio 1915 (I)

1 maggio. I principali giornali politici degli Stati Uniti d’America pubblicano a pagamento un avviso dell’ambasciata tedesca a Washington nel quale si diffidano i viaggiatori a non attraversare la zona di guerra sopra navi inglesi o degli alleati, le quali sono soggette a grave pericolo di affondamento.

Domenica 2 maggio a Torino vi è stata una riunione dei principali Scrittori cinematografici. Dopo lunga discussione si decise di costituire un’Unione fra gli Scrittori Cinematografici, sotto gli auspici della Società Italiana degli Autori.

2 maggio. Un decreto legge stabilisce la Sardegna come luogo di concentrazione per i sudditi austriaci sospetti.

4 maggio. Il Ministro delle finanze on. Daneo ha ricevuto il cav. rag. Ernesto Pasquali, Presidente dell’Unione Italiana Cinematografisti, il quale gli ha presentato un memoriale riguardante i desiderata della classe. L’on. Daneo ha accolto il memoriale ed ha promesso il suo interessamento perché le richieste degli esercenti cinematografici, compatibilmente con le esigenze dell’erario, possano essere esaudite. La benevolenza dimostrata dall’on. Daneo verso l’industria cinematografica, dà affidamento che egli riuscirà ad appianare le difficoltà procedurali che si frappongono alla revisione di questa tassa, revisione che oramai s’impone nell’interesse stesso dell’erario (si tratta del Decreto R. n° 1233, 12 novembre 1914: tassa sui cinematografi, da riscuotersi mediante marche da bollo da 5 a 20 cent. sui biglietti d’ingresso).

4 maggio. Il Governo italiano denuncia il trattato di alleanza con l’Austria Ungheria. Gabriele D’Annunzio ritorna in Italia dopo 5 anni di esilio.

Una nuova scuola cinematografica è sorta a Firenze il 4 Maggio, e s’intitola Etruria, dal nome della Casa omonima, noleggiatrice di films, che ha avuta la bella idea e l’ha attuata.

5 maggio. A Quarto dei Mille, solenne inaugurazione del monumento commemorativo dell’impresa dei Mille. Il corteo che muove da Genova è lungo più di 5 chilometri. Il monumento, dello scultore Baroni, di un’audacia singolare, è vivamente discusso (per questo monumento ha posato Bartolomeo Pagano, alias Maciste). Gabriele D’Annunzio pronuncia il discorso inaugurale.

7 maggio. Il transatlantico Lusitania della compagnia Cunard è silurato senza preavviso da un sottomarino tedesco presso Kinsale, sulla costa irlandese. Affonda in 20 minuti e dalle 1918 persone, fra passeggeri ed equipaggio che vi erano imbarcate, ne periscono circa 1200. Fra i passeggeri sopravvissuti l’attrice Rita Jolivet.

9 maggio. Circolare telegrafica del Presidente del Consiglio ai prefetti invitandoli a reprimere rigorosamente ogni tentativo di offesa alle persone o alle proprietà di stranieri. L’on. Giolitti fa ritorno a Roma. Alla stazione è accolto da una dimostrazione ostile. Convegno nazionale a Roma Pro Dalmazia Italiana. A Reggio Emilia, V Congresso Nazionale giovanile socialista.

10 maggio. Trovasi a Roma, da qualche giorno, la troupe artistica della Musical Film dell’editore Renzo Sonzogno. Sotto la direzione del cav. Gino Rossetti e di Alessandro Boutet, parente del compianto critico teatrale, essa lavora alacremente, secondata da un tempo meraviglioso, attorno ad alcune scene di quella Strage degli innocenti di Gabriele D’Annunzio, in cui appariranno, in un avvicendarsi di realtà e di leggenda, le due immense figure di Cristo e di San Francesco. Com’è noto, il soggetto fu offerto da D’Annunzio al maestro Puccini sotto forma di libretto per un’opera lirica della quale il Puccini avrebbe dovuto scrivere la musica. Ma un cumulo di circostanze diverse non permise questa magnifica collaborazione; e la Strage degli innocenti apparirà invece, dinanzi al pubblico, in cinematografia, con le sue apparizioni soprannaturali, le sue prove del fuoco, le sue navi crociate e con i mille e mille fanciulli che mossero verso il sepolcro di Cristo.

12 maggio. L’atteggiamento neutralista di Giolitti solleva imponenti manifestazioni interventiste in molte città italiane.

13 maggio. Il Consiglio dei Ministri, considerando che intorno alle direttive del Governo nella politica internazionale manca il concorde consenso dei partiti costituzionali, presenta al Re le sue dimissioni. Proseguono le dimostrazioni interventiste. A Milano scambio di sassi e di rivoltellate, un giovane viene ucciso. A Roma la folla inveisce contro i deputati giolittiani.

14 maggio. Manifestazioni di personalità, enti e corporazioni a favore dell’on. Salandra. Le dimostrazioni proseguono nei giorni successivi finché la crisi non è risolta.

15 maggio. Un’assai importante causa doveva discutersi innanzi la prima sezione del nostro tribunale civile: e si agitavano in essa notevoli questioni artistiche, di diritto cinematografico e di diritti d’autore. Le parti tra le quali era nata la controversia erano il conte Giulio Antamoro, per il quale avrebbe dovuto discutere l’avv. Roberto Marvasi, ed il barone Alberto Fassini, per il quale sarebbe intervenuto nella discussione l’on. Marchesano. Dei fatti, che erano oggetto della lite, i nostri lettori sono stati altra volta succintamente informati. Il conte Antamoro, che per parecchi anni è stato direttore di scena della Cines, nel Dicembre scorso, per divergenze sorte tra lui e il barone Fassini, chiamò in giudizio la Cines, nella persona del Fassini, per la rivendicazione complessa dei suoi interessi: sorgeva pertanto contestazione, fra l’altro, intorno ai diritti delle varie parti sulla iconografia Christus di proprietà della Cines che era stata messa in scena dal conte Giulio Antamoro. Fu intorno a questa pellicola che si agitarono le polemiche: durante le more del giudizio l’avv. Marvasi, nell’interesse del proprio cliente, chiese ed ottenne ordinanza di sequestro di tutti i positivi e di tutti i negativi del Christus. Ma la tanto attesa discussione non ha avuto luogo, perché l’intervento di comuni amici l’ha resa inutile in seguito a transazione. Sull’accordo delle parti la causa è stata cancellata dal ruolo.

La Palatino film ha occupato il teatro di posa lasciato libero dalla Pasquali, teatro che, com’è noto, è di proprietà della Cines. Il primo lavoro, all’esecuzione del quale essa attenderà non appena sistematasi nei nuovi locali, è la biografia di Garibaldi.

La Cines ha ultimato, in questi giorni, la riduzione cinematografica di Bosco sacro, protagonista Lyda Borelli, la quale però è rimasta così poco soddisfatta di… se stessa da sentirsi indotta a proibire la proiezione della pellicola. La gentile attrice compenserebbe la Cines con l’esecuzione gratuita di un altro lavoro.

Sotto la bandiera nemica è il titolo di un lungometraggio di palpitante attualità che la Cines ha pressoché condotto a termine, autore e maestro di scena Nino Oxilia. Della film non mancano che due scene per l’esecuzione delle quali la Cines attende il nulla osta dalla Prefettura.

La Milano Film, considerata l’incertezza politica dell’attuale momento, e la quasi sicurezza che siano richiamati a prestare servizio nell’esercito, fra brevi giorni, il suo Presidente, Sig. Barone Airoldi di Robbiate ed il suo Consigliere, Sig. Arturo Artom; e in considerazione inoltre che i suoi magazzini di negativi inediti sono forniti di merce per parecchi mesi di programmazione, mentre la programmazione sui mercati esteri delle pellicole di sua fabbricazione è ancora molto in arretrato, la stessa Milano Film ha presa la decisione repentina d’interrompere la produzione del negativo.

La Film d’Arte Italiana del Comm. Lo Savio ha deciso di troncare la fabbricazione.

La Parioli Film di Roma ha serrati i portoni. Aveva tuttavia fatti due lavori per la Milano Film, con a protagonista l’attrice francese Cécile Trian, che è ritornata in patria.

La Fiat Film ha fatto onore al proprio titolo: se ne è andata in un fiat, lasciando in gramaglie la brava e colta artista Signora Bermudes, che aveva raccolto intorno a sé nella Via Angelo Secchi a Roma (già sede di un’Elettra Film) una valorosa raccolta di attori.

15 maggio. In seguito alle voci dell’imminente fine delle cartoline postali in Italia, veniamo informati che saranno posti in vendita dei nuovi biglietti postali da 10 centesimi in sostituzione degli attuali e saranno di formato maggiore e composti di tre parti distinte: quella in mezzo servirà alla corrispondenza del pubblico e le laterali alla réclame. I nuovi biglietti postali saranno stampati e confezionati in modo che il mittente possa anche includervi fotografie, ecc. Allo scopo di incoraggiare il movimento dei forestieri in Italia si farebbe stampare una categoria di biglietti postali con riproduzione di fotografie delle principali città e di luoghi celebri.