Ingeborg Holm – Victor Sjöström (1913)

Ingeborg Holm secondo mutosorriso, visto al Cinema Ritrovato 2013

E Muto Fu

Victor Sjöström con Ingeborg Holm rappresenta la toccante storia di una donna caduta in disgrazia e privata dei suoi figli. La sceneggiatura scritta da Nils Krok, autore dell’opera da cui il film si ispira, e sistemata dallo stesso regista, risulta decisamente ben costruita e racconta con estrema delicatezza la disperazione di una moglie e di una madre affettuosa costretta da un destino avverso a perdere tutto: felicità e dignità di vivere. Per un ruolo tanto difficile venne scelta Hilda Borgström, attrice già affermata in teatro ma che muoveva i suoi primi passi sul grande schermo.

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Jackie Coogan piccolo prodigio

cartolina pubblicitaria del film Il monello
cartolina pubblicitaria del film Il Monello (1925), curiosità: Jackie Coogan in versione italiana è diventato Jachie Coogan

Jackie Coogan, “l’enfant prodige” dello schermo nacque il 26 ottobre 1914 a Los Angeles, la città del cinematografo. Il padre, Jack Coogan, era di origine olando-irlandese, mentre la madre era nata a San Francisco da madre francese e padre irlandese. Sangue più misto, il giovane attore non potrebbe avere nelle vene.

Ma, fra tutte le caratteristiche, la più strana, la più originale è costituita dalla sua comparsa nel mondo artistico. Jackie entrò infatti in scena in… camicia! I genitori suoi erano artisti di caffè concerto ed avevano l’abitudine di portare il figlio in teatro lasciandolo dormire in una piccola culla del loro camerino durante la rappresentazione. Una sera a Riverside presso New York, mentre la coppia eseguiva il suo numero, ebbe la sorpresa di veder comparire in camicia sul palcoscenico il figlio. Il piccolo Jackie si era svegliato improvvisamente, era sceso dalla culla, aveva seguito le luci dei corridoi, e, visto il padre nel punto più luminoso di tutto il teatro, lo aveva con tutta disinvoltura raggiunto. I duemila spettatori presenti accolsero l’inattesa apparizione con una risata tale, che Jackie si aggrappò disperatamente alle gambe del padre, e non ci fu più verso di farlo uscire di scena. La presenza di spirito del genitore trovò una via d’uscita alla imbarazzante situazione, facendo recitare al piccolo l’unica breve poesia ch’egli sapeva. La grazia con cui i versi furono detti ed i baci mandati in giro ottennero un successone.

Jackie aveva allora due anni e mezzo. Da quell’istante egli fu lanciato, e da quel momento egli comparve regolarmente tutte le sere sulla scena coi suoi genitori in alcune imitazioni che il padre gli aveva insegnato.

La famiglia Coogan ritornava nell’estate a Los Angeles e qui fece la conoscenza di Charlie Chaplin, a mezzo di comuni amici. Colpito subito dal talento e dal genio del piccolo Jackie, Chaplin lo scritturò per girare Il monello (The Kid).

Riprendo con questo post l’abitudine di segnalare le proiezioni di cinema muto e musica dal vivo. Questa sera, ore 20,15, alla Maison de la Culture de Nevers et de la Nièvre, Oliver Twist, regia di Frank Lloyd (1922), con Jackie Coogan e… Lon Chaney. Informazioni nel sito Actualité des Ciné-Concerts.

Il Pathé-Palace a Parigi, maggio 1912

Una delle più grandi attrattive di Parigi è il Pathé-Palace, il nuovo grandioso cinematografo che accoglie giornalmente migliaia di persone attratte dalle proiezioni delle attualità e della produzione cinema-teatrale del Consorzio Pathé.

Il Pathé-Palace può considerarsi una vera istituzione parigina — poiché tutte le classi della popolazione della capitale lo considerano ormai un elemento indispensabile della vita moderna, per il quale, anzi, la vita moderna viene ad essere ampliata e fatta più profonda.

Siamo ben lontani dall’epoca nella quale le notizie venivano recate da un paese all’altro dai mercanti in occasione delle fiere, e adornate di fantastiche leggende dai viaggiatori avventurosi.

E siamo anche lontani dal tempo che il teatro era privilegio della Corte di Francia e della nobiltà, e costituiva un godimento pei raffinati e pei ricconi.

Il cinematografo, ch’è l’invenzione più democratica del secolo, ha reso possibile la trasmissione visiva delle notizie a distanze enormi con una rapidità prodigiosa, e ha portato il teatro a un grado da essere in facoltà di tutti goderne i diletti migliori.

Questi due benefici danno, in una capitale come Parigi, risultati che per l’eloquenza loro meritano di essere segnalati, anche perché rappresentano, in grande, i risultali di pressoché tutti gli esercizi cinematografici del mondo.

Il Pathé-Palace occupa a Parigi un locale per il quale paga 200.000 franchi all’anno di affitto — situato sul Boulevard des Italiens. Nella elegantissima sala, che è capace di non più che settecento persone, si da convegno tanta parte della popolazione da produrre un introito medio giornaliero di 2.500 franchi, con un massimo di 5.000 franchi in un giorno. Tutto ciò, notiamolo, è ottenuto colla sola produzione del Consorzio Pathé.

Sull’area adiacente al Pathé-Palace si sta ora costruendo l’immenso Palazzo il quale sarà occupato interamente dal Salon du Pathéphone e dagli uffici del Pathé-Journal.

Le Palais des Etablìssements Pathé occuperà di facciata la nuova Rue des Italiens che sarà aperta nel centro di Parigi — e sarà tale che la Casa Pathé ne pagherà l’affitto formidabile di 600.000 franchi all’anno, cifra assolutamente inaudita finora tanto in Francia come in Italia.

Queste cifre non sono che un’indicazione, un esponente di ciò che rappresenta, economicamente parlando, l’arte e l’industria cinematografica: quell’arte che è teatro – cultura – scienza e diletto per tutti; quell’industria cui collaborano in folla, gli inventori più geniali, gli operatori più abili e arditi, gli operai più modesti nei laboratori oscuri….

Se si riflette che la Casa Pathé produce ogni giorno uno spettacolo teatrale e pubblica il suo giornale, riesce facile capire come ormai Parigi non possa più fare a meno del Pathé-Palace — che è il suo teatro e il suo giornale favoriti.
(dalla Rivista Pathé, 26 maggio 1912)

100 anni dopo, il Pathé-Palace è ancora al Boulevard des Italiens 32, nel frattempo è diventato una multisala  l’UGC Opera. (sito Cinema Treasures)