Under a month ago a fantastic new BFI DVD was released which celebrates the British coastline. From the Sea to the Land Beyond is a film by award winning director Penny Woolcock and is a lyrical portrait of Britain’s coastline, created through an exquisite combination of evocative archive footage (all drawn from the BFI National Archive) and not only celebrates our identity with the British sea and coastline, but celebrates the superb archive which is held at the BFI.
Travelling from 1901 through both World Wars, into peacetime and the modern age, From the Sea to the Land Beyond shows our coast as a place of leisure, industry and wild nature. With an emphasis on the romantic and the ritualistic, the archive footage used in the film’s assembly is rich and varied. Both film and music incorporate themes of work, play, childhood, romance, melancholy, hope, transportation, wilderness, the power…
Ho preso la macchina del tempo e sono ritornata al 1927. Volevo interrogare Fritz Lang intorno alla genesi di Metropolis. Come sapete il film fu presentato, in versione integrale, il 10 gennaio 1927 all’Ufa-Palast am Zoo di Berlino. Ecco cosa mi ha detto:
«Il nocciolo primitivo è stato l’idea del supplizio di una strega. Mi sono domandato se questo fenomeno, comunissimo nel Medioevo, era ancora possibile oggi e quale forma avrebbe potuto prendere nell’era dell’automobile, dell’aviazione e della radio.
Da questa idea è scaturita quella dell’uomo-macchina che ha da tanti secoli incuriosito i più formidabili ingegni e che oggi sembra meno realizzabile. Durante un mio viaggio a New York fui colpito dalla immensità e del movimento prodigioso di quella città tentacolare e così mi sorse l’idea di fermarne sullo schermo i vari aspetti ed il ritmo febbricitante. Si aggiunga che, come molti contemporanei, io ho sempre amaramente deplorato le lotte che dividono le caste ed i popoli stessi. Troppo profonde sono le differenze dei vari stadi intellettuali, sicchè una conciliazione profonda non si potrebbe avere senza dei generosi slanci di cuore. Questa idea, che potete chiamare, se vi pare, sociale, religiosa, o perfino mistica e che mia moglie ed io abbiamo incarnata nell’eroina del soggetto di Metropolis, è espressa nell’assioma finale: il cuore deve fare da intermediario tra il cervello e il braccio. Qualcuno osserverà che questa idea è una semplice questione di buon senso; e, tuttavia, pare che non tutti siano di questo parere. Io credo che il mio film avrà un grande valore di propaganda dell’idea dell’ordine, della necessità del lavoro, della necessità della collaborazione tra le varie classi sociali e tra i vari popoli.»
Volevo raccontare a Fritz Lang che Metropolis è diventato un classico del cinema da molti anni, ma è stato portato via dai dirigenti dell’Ufa che volevano parlare subito con lui di certi tagli al metraggio. Chissà come avrebbe reagito se lo informo di tutti i tagli che un po’ ovunque sarebbero stati fatti al film dopo questa prima berlinese. Avevo portato con me il Blu-ray di The Masters of Cinema, ma poi mi sono resa conto che non avrebbe mai potuto vederlo.
Voi invece potete vedere la versione restaurata del 2010, la più completa di tutte le versioni del film edite finora. Ecco il sito dedicato a questo restauro, con tanti documenti e informazione sul film. Buona visione!