Industria del cinema in Italia nel 1915

Maestranze dell'Etna Film di Catania (1915), prima della chiusura dello stabilimento.
Maestranze dell’Etna Film di Catania (1915), prima della chiusura dello stabilimento.

Si calcola che, in Italia, vi siano poco più di 1500 cinematografi. Il primato corrisponde a Torino che ne ha 68. Segue immediatamente Roma con 49, indi vengono: Milano con 40, Napoli con 31, Genova con 29, Bologna con 22, Firenze con 21, Venezia con 19, Palermo con 18, Catania con 17, Bari e Livorno con 12, Pisa con 10, Brescia e Sampierdarena con 9, Benevento, Padova, Perugia, Taranto e Treviso con 7, Alessandria, Bergamo, Mantova, Messina, Modena, Rivarolo Ligure, Savona, Spezia, Varese, Verona e Vicenza con 6, Ancona, Avellano, Ferrara, Lecce, Macerata, Parma, Pavia, Torre del Greco e Trapani con 5.
 Seguono centri minori, con una popolazione che non supera i 30 mila abitanti, in ciascuno dei quali si contano meno di cinque cinematografi.

I nomi più comuni sono: Edison, Moderno — comunissimi questi due — Massimo, Excelsior, Pathé, Lumière, Radium, Splendor, Iride e Ideale. Non mancano in alcuni paesi e piccole città di provincia, cinematografi privi di nome: si chiamano, semplicemente, “Il Cinematografo” e non è possibile confonderli con gli altri, chè, là, dove si trovano, di cinematografi c’è uno solo.

Le case di produzione sono 78. Soltanto Roma ne ha 24, Torino ne ha 22, Milano 11, Napoli 8 e Genova 7. Numericamente porta il primato la capitale, ciò non toglie che Torino debba sempre considerarsi come il principale centro cinematografico d’Italia, dato che le sue 22 case producono almeno per il doppio, in confronto a quelle di Roma.

I noleggiatori regionali sono ben 454 — quelli generali non superano la quarantina — 82 dei quali si trovano a Milano, 77 a Torino, 74 a Napoli, 65 a Roma e 37 a Genova.

Si contano infine, 19 pubblicazioni professionali, tra riviste e giornali, 10 associazioni diverse e 9 scuole cinematografiche.

Non ho trovato nessuna statistica sul numero dei lavoratori: artisti, tecnici, maestranze, ecc, ma non c’è dubbio, viste le altre cifre, che dovrebbe essere abbastanza consistente.

Tutto questo prima del fatidico 24 maggio 1915 che segnerà l’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale.

Ivonne la bella della “Danse Brutale” – Caesar Film 1915

una scena del film
Da sinistra a destra: Amelia Cipriani (appoggiata al pianoforte), Carlo Benetti (al pianoforte), Francesca Bertini (per terra), Alberto Albertini (in piedi)

Messa in scena: Gustavo Serena
Soggetto e riduzione per lo schermo: Renzo Chiosso
Operatore: Alberto G. Carta
Scenografia: Alfredo Manzi
Interpreti principali: Francesca Bertini, Gustavo Serena, Carlo Benetti, Alberto Albertini, Amelia Cipriani
Lunghezza metri: 1600
Film scomparso.

Argomento: Questo soggetto è stato appositamente scritto per la Signorina FRANCESCA BERTINI, per darlo agio, ancora una volta, di manifestare le sue peculiari doti di eletta nell’arte del silenzio.
La distinta artista, in questo soggetto, interpreta nello stesso tempo due personaggi assolutamente opposti l’uno dall’altro per carattere, por essenza, per natura.
Ivonne e la volgare, appassionata danseuse della danza bruttale ed ama il fumo, il vino, la taverna; la contessina Edith, invece, è una creatura angelica, squisitamente elegante, una finissima ed aristocratica ereditiera.
Chi può dire con quanta perfezione non abbia reso la Francesca Bertini entrambi i personaggi così diametralmente opposti? Chi può riconoscere nella volgarissima Ivonne la perfetta e purissima Contessina Edith?
Il Duca di Moriau, morendo, lasciò questa strana ed originale condizione nel suo testamento:
« La contessina Edith, mia, nipote, è nominata erede universale di tutta la mia, sostanza, purchè, nel termine di un anno dalla mia, morte, sposi il Visconte di Neuville. Non avvenendo il matrimonio nel termine fissato, la mia fortuna passerà intera agli altri miei nepoti Luciano e Lisa D’Alma».
Luciano D’Alma, però, non può lasciarsi diseredare così impunemente e, uomo senza scrupoli, con la complicità di Ivonne e di altri figuri, organizza un piano infernale: ai danni della contessina Edith.

Avvalendosi della perfetta rassomiglianza fra la Ivonne e la contessina Edith, i delinquenti tentano vari mezzi delittuosi per impedire che il matrimonio avvenga nel termine stabilito.
Ma la Ivonne che segue i piani dei suoi complici, sopratutto perche, la parte ad essa affidata le da modo di soddisfare la sua violenta passione per il pianista Anselmi, non giunge fino al delitto…
… e quando la contessina Edith sta per soccombere alle diaboliche arti di Luciano, senza farsi conoscere, la salva e svelando ogni cosa, rende possibile il matrimonio.
Ma quella rassomiglianza, che doveva servire ad attuare il piano delittuoso ordito ai danni della contessina Edith, costituisce la sua salvezza, perché il colpo di pugnale vibrato per ucciderla, viene ricevuto, in sua vece, dalla povera Ivonne..!!!

Il primo titolo del film in lavorazione è Il Maligno riflesso, ovvero Yvonne La Danzatrice.

Un caldo appello della Tribuna ai Cinematografisti d’Italia, 15 febbraio 1915

Il Comitato organizzato dalla Tribuna, allo scopo di compiere un’opera di aiuto più larga e benefica che fosse possibile pei danneggiati dal terremoto (il terremoto della Marsica, 13 gennaio 1915, vedi il link n.d.c.) – Comitato che è composto dal senatore Cencelli, dall’on. Federzoni, dal comm. Luiggi, dal comm. Scaramella Manetti, dall’avvocato Corrado Fazzari, dal dott. Olindo Malagodi, dal comm. Enrico Mariani, dal marchese Vittorio Garroni e dal sig. Ettore Silvestri – nello studiare nuove vie e nuovi mezzi per rendere sempre più proficua l’opera sua, è venuto in contatto con parecchi rappresentanti della grande industria cinematografica, e, in seguito ad uno scambio d’idee, ha tracciato le prime linee e poste le prime basi di un nuovo progetto.

Si tratterebbe di questo: di fare che la maggior parte dei Cinematografi italiani – se fossero tutti meglio ancora – dia in un dato giorno, che verrà presto fissato, una rappresentazione speciale. Una notevole percentuale degli incassi di questa sarebbe versata alla sottoscrizione che la Tribuna ha aperta pei danneggiati dal terremoto.

Noi vorremmo, però, che questo speciale sussidio fosse usato in particolare: dedicandolo ad esempio – qualora i risultati, come speriamo, siano cospicui – al soccorso ed alla ricostruzione di un qualche speciale paese, il quale rimarrebbe come ricordo e monumento perpetuo del benefizio compiuto dalla industria cinematografica italiana per i danneggiati.

Considerando questo scopo e l vasta organizzazione necessaria per conseguirlo, la Tribuna ha creduto utili creare uno speciale Comitato, sia d’azione, sia d’onore, in cui gl’ interessati stessi dell’Industria cinematografica italiana siano largamente rappresentati. Ed a questo proposito sta compiendo i passi necessari.

Siamo lieti, intanto, di poter annunciare che la presidenza del Comitato onorario è stata assunta dall’onorevole Barzilai, che, nella sua qualità di Presidente della Federazione Italiana della Stampa, rappresenta la Stampa tutta.