Il Cinema Ambrosio a Torino


Pubblicità nella rivista Numero, Torino 1916

Cinema Ambrosio. Pubblicità nella rivista Numero, Torino 1916

Gennaio 1916.

Sorto per iniziativa e coi capitali di quell’illustrazione e decoro della Cinematografia, che è l’Avvocato Cavaliere Giuseppe Barattolo, il Cinema Ambrosio è entrato nel 3° anno di vita: vita fervida, gloriosa, movimentata, anzi ricca di emozioni quanto mai: emanazione poderosa della genialità del fondatore e dell’opera feconda di chi lo coadiuva, e sono molti: da Luigi Barattolo, che ne è l’anima, agli impiegati di concetto e amministrativi; dai salariati d’ordine all’ultimo spazzino, che pur conscio del suo dovere, e lo adempie scrupolosamente. E così non è meraviglia se intorno al Cinema Ambrosio si è creata un’atmosfera di simpatico e lusinghiero interessamento, che si potrebbe anche dire amore.

Uno degli elementi di successo è pure la mirabile scelta dei programmi: elevatezza, non banalità: istruzione ed educazione, non spinta al delitto: svago della mente, piacere dell’anima e del cuore, godimento intellettuale d’arte, non incentivo alla foia ed alle più basse e turpi passioni umane. Questo mercè le moltissime Case, di cui l’Avvocato Barattolo è il Rappresentante, lodevolissime tutte e tutte improntate ad operar retto e magnanimi sensi, e però le citiamo ad onore: Ambrosio, Pasquali, Etna, Eclipse, Keystone, ecc., ma soprattutto la Cæsar, quest’ultima creatura vitalissima del nostro Barattolo, e che tanta onda di poesia, specie con la Bertini divina, spande intorno a sé, e di cui si può dire anche che manifestando la vita dà la vita.

Né si può tacere un altro impulso, o meglio fattore del colossale successo continuo del Cinema Ambrosio; ed è, o, meglio, sono i suoi deliziosi Venerdì aristocraticissimi.

Venerdì?… A vero dire si potrebbe dire ogni giorno, che la parte, davvero eletta, della cittadinanza torinese si riversa ciascun giorno in quelle splendide, invitanti sale dorate, in quel tempio magno della cinematografia, punto freddo e male illuminato, ma splendido di calore, di luce, di beltà, di attrazione.

Mirabile è poi il Cinema Ambrosio per escogitare provvide e piacevolissime pensate, di cui alcune benefiche oltre ogni credere, quali le Fiere di beneficenza. Altre sono eminentemente pratiche ed egualmente generose, e tra queste vogliamo notare la pubblicazione e diffusione gratuita di uno splendido e in grande formato Numero Unico di ben otto pagine, magnificamente illustrate, elargito nell’occasione del Capodanno del 1916, ed in cui diffusamente e bellamente, nonché con grande competenza, si scrive della fondazione del mirabile Cinema, nonché del Cav. Arturo Ambrosio, onore e mente della bella Arte nostra, anzi duce, decano, e Mentore di essa, e inoltre dell’incomparabile Francesca Bertini, della produzione della Cæsar Film e delle Istituzioni tutte ottime del Cinema Ambrosio, quali il Tango, i Giovedì dei bambini, e non plus ultra Venerdì, già menzionati, i Veglioni cinematografici, mirabilissimi, il floreale, anzi tropicale Jardin d’été, l’Albero dei bambini, la Festa del Ghi, la Festa del Calendario, e prose e versi di squisita fattura: un numero, insomma, degno di ogni elogio e di ogni considerazione. Laonde a noi non resta che un grido di encomio, proprio plaudente, e questo Cinema, che sopra tutti eccelle, e che si può dire davvero l’Acropoli della Cinematografia, più che in Torino, in Italia.

G. I. Fabbri
(La Cinematografia Italiana ed Estera) 

Pubblicità nella rivista Numero, Torino 1916

Cinema Ambrosio. Pubblicità nella rivista Numero, Torino 1916

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Archivio del Cinema Muto - Silent Film Archive
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5 risposte a Il Cinema Ambrosio a Torino

  1. laulilla ha detto:

    Immagino che allora i decori liberty, che ancora contraddistinguono tutto il palazzo, abbellissero anche l’interno del cinema, ora completamente rifatto e messo “a norma”, come si dice. Frequentato da un pubblico assai eterogeneo, non più certamente il luogo in cui si ritrova la buona borghesia “torinese e forestiera per passare il pomeriggio e la serata”. Meglio così! ;)

  2. kinetografo ha detto:

    Strano caso di sala di cinema sopravvissuta oltre il centenario.

  3. laulilla ha detto:

    Forse non è giusto dire che è sopravvissuta quella sala: è sopravvissuto uno spazio molto ampio dal quale sono state ricavate una sala grande al primo piano; una sala più piccola al piano semi-interrato e una terza sala piccolina al piano interrato. Al piano terreno è presente un’ampia caffetteria e la cassa per i biglietti. Non mi pare sia rimasta qualche traccia visibile del vecchio cinema liberty. Il palazzo è tra i più belli della città; le tre sale sono confortevoli, ma certo lontane dai fasti del 1916! :)

  4. enricogarrou ha detto:

    Un bellissimo cinema in un palazzo liberty. Ma è vero, del vecchio cinema si sono perse le tracce. Scomparso anche il cinema Corso che era a due passi. Trasformazioni che il tempo crea. Un abbraccio grande.

  5. thea ha detto:

    Grazie, altrettanto e te Enrico!

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