Alto mare a Caracciolo 1910


La banchina di via Caracciolo distrutta

Alta marea a via Caracciolo, gennaio 1910

Produzione Partenope Film m. 182
«La mattina del 25 gennaio la mareggiata si rovesciò subitanea ed impetuosa sul porto di Napoli, abbattendo tratti di muraglia, spingendo le acque del mare fino alle case della Riviera di Chiaia, sconvolgendo, urtando, avariando navi di gran mole e piccole imbarcazioni, danneggiando persino antichi e solidi edifici come il Castello dell’Ovo, che sorge sul mare.»

«La Partenope editò anche dei documentari (dal vero, come allora si diceva) in cui il desiderio di terre lontane che il cinema era destinato a soddisfare così generosamente, sia pure a forza di cartapesta, veniva assolutamente appagato: Alta marea a Caracciolo e La festa della Regina del Mare (1910). Un documentario su Pesto sembrò una iniziativa di notevole intraprendenza.
Alta marea a Caracciolo fece il giro dei cinema italiani. Questo film rappresenta L’Uscita dalle officine Lumière del cinema partenopeo: di cui i fratelli Troncone sono stati i primi geniali, tecnici, artefici, registi animatori.»
Roberto Paolella (Contributi alla storia del cinema italiano – Cinema napoletano, Bianco e Nero n. 9, settembre 1940)

Secondo Vittorio Pallioti ed Enzo Grano, il titolo del film sarebbe Alta marea a via Caracciolo. La macchina da presa di Roberto Troncone era una Urban modificata “che, peraltro, egli continuamente modificava e correggeva, adattandola alle proprie necessità. La pellicola , sia quella per il negativo che quella per le copie, gli arrivava direttamente dalla Francia; era però priva di fori laterali e per ottenerli Troncone si serviva di un congegno in bronzo e acciaio costruito dalla ditta Debry: costava un capitale, 18.000 lire, ma gli permetteva di risparmiare un soldo per ogni metro di pellicola” (Napoli nel cinema, Azienda Autonoma Soggiorno Cura e Turismo – Napoli 1969)

Aldo Bernardini, che cita l’articolo di Roberto Paolella, propone Alto mare a Caracciolo (Cinema Muto Italiano – I film “dal vero” 1895-1914, La Cineteca del Friuli 2002).

Non ho trovato nessuna fonte d’epoca che confermi qualsiasi di queste tre possibilità. Mi affido per titolo e metri a Bernardini.

Informazioni su thea

Archivio del Cinema Muto - Silent Film Archive
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