Superstizione andalusa – Ibérico 1912

Superstizione andalusa
Superstizione andalusa, Ibérico 1912

Pathécolor. Scena fantastica, 250 metri circa.

La bella e superstiziosa Mercedes non può vedere gli zingari. Mentre sta parlando con Pedro, il fidanzato, una zingara fattucchiera le si avvicina, chiedendo l’elemosina, ma Mercedes la scaccia.

La disgraziata si allontana gettandole uno sguardo pieno d’odio e, rimasta sola, Mercedes vede in sogno la zingara vendicarsi crudelmente di lei e attirare Pedro in un tranello, dove egli cade in preda delle allucinazioni più folli.

Risvegliata dal terribile incubo, la graziosa andalusa, s’affretta di conciliarsi le buone grazie della gitana ch’ella aveva poc’anzi scacciata.

Affisso a colori di m. 1,20 x 1,60

Soggetto, messa in scena, fotografia, trucchi, attribuiti a Segundo de Chomón.  Título original: Superstición andaluza. Prima visione in Italia: novità Pathé della 179a settimana (9 al 15 giugno 1912).

Film disponibile in DVD: Segundo de Chomón 1903-1912 – El cine de la fantasía, Filmoteca de Catalunya – cameo 2010, copia 35 mm dal British Film Institute, National Film and Television  Archive (NFTVA), 210 metri (10, 12″ a 16 f/s).  

Il Pathé-Palace a Parigi, maggio 1912

Una delle più grandi attrattive di Parigi è il Pathé-Palace, il nuovo grandioso cinematografo che accoglie giornalmente migliaia di persone attratte dalle proiezioni delle attualità e della produzione cinema-teatrale del Consorzio Pathé.

Il Pathé-Palace può considerarsi una vera istituzione parigina — poiché tutte le classi della popolazione della capitale lo considerano ormai un elemento indispensabile della vita moderna, per il quale, anzi, la vita moderna viene ad essere ampliata e fatta più profonda.

Siamo ben lontani dall’epoca nella quale le notizie venivano recate da un paese all’altro dai mercanti in occasione delle fiere, e adornate di fantastiche leggende dai viaggiatori avventurosi.

E siamo anche lontani dal tempo che il teatro era privilegio della Corte di Francia e della nobiltà, e costituiva un godimento pei raffinati e pei ricconi.

Il cinematografo, ch’è l’invenzione più democratica del secolo, ha reso possibile la trasmissione visiva delle notizie a distanze enormi con una rapidità prodigiosa, e ha portato il teatro a un grado da essere in facoltà di tutti goderne i diletti migliori.

Questi due benefici danno, in una capitale come Parigi, risultati che per l’eloquenza loro meritano di essere segnalati, anche perché rappresentano, in grande, i risultali di pressoché tutti gli esercizi cinematografici del mondo.

Il Pathé-Palace occupa a Parigi un locale per il quale paga 200.000 franchi all’anno di affitto — situato sul Boulevard des Italiens. Nella elegantissima sala, che è capace di non più che settecento persone, si da convegno tanta parte della popolazione da produrre un introito medio giornaliero di 2.500 franchi, con un massimo di 5.000 franchi in un giorno. Tutto ciò, notiamolo, è ottenuto colla sola produzione del Consorzio Pathé.

Sull’area adiacente al Pathé-Palace si sta ora costruendo l’immenso Palazzo il quale sarà occupato interamente dal Salon du Pathéphone e dagli uffici del Pathé-Journal.

Le Palais des Etablìssements Pathé occuperà di facciata la nuova Rue des Italiens che sarà aperta nel centro di Parigi — e sarà tale che la Casa Pathé ne pagherà l’affitto formidabile di 600.000 franchi all’anno, cifra assolutamente inaudita finora tanto in Francia come in Italia.

Queste cifre non sono che un’indicazione, un esponente di ciò che rappresenta, economicamente parlando, l’arte e l’industria cinematografica: quell’arte che è teatro – cultura – scienza e diletto per tutti; quell’industria cui collaborano in folla, gli inventori più geniali, gli operatori più abili e arditi, gli operai più modesti nei laboratori oscuri….

Se si riflette che la Casa Pathé produce ogni giorno uno spettacolo teatrale e pubblica il suo giornale, riesce facile capire come ormai Parigi non possa più fare a meno del Pathé-Palace — che è il suo teatro e il suo giornale favoriti.
(dalla Rivista Pathé, 26 maggio 1912)

100 anni dopo, il Pathé-Palace è ancora al Boulevard des Italiens 32, nel frattempo è diventato una multisala  l’UGC Opera. (sito Cinema Treasures)

Il matrimonio di Tartufini – Pathé 1912

Matrimonio di Tartufini
Una scena del Matrimonio di Tartufini

Scena comica di J. Berr de Turique, interpretata da Prince e dalla signorina Diéterle.

La famigliuola Tartufini sarebbe una delle più felici, senza il carattere nervoso della signora e lo spirito di contradizione di Timoteo. Due amici di casa, ritengono opportuno intervenire confessando a ciascuno dei due sposi che il loro dissidio dipende da una malattia di cuore di cui è affetto l’altro congiunto. In seguito a tale confidenza, i due sposini si compatiscono per qualche istante e poi da capo come per lo innanzi. E avendo scoperto lo stratagemma dei loro amici, l’inferno coniugale scoppia terribile…

Ma improvvisamente i due coniugi provano delle palpitazioni… La malattia del cuore? … Telefonano subito al loro medico, ma per fortuna è stato un falso allarme: Timoteo dovrà prendere qualche doccia e la signora dovrà… preparare un corredino per il futuro erede.

Produzione Film Pathé, m. 245 ca.