La collezione Jean Desmet patrimonio dell’umanita

La collezione Jean Desmet patrimonio dell'umanita
La collezione Jean Desmet patrimonio dell’umanita

Una buona notizia per il Film Museum e per tutti noi: La collezione Jean Desmet è stata nominata dal registro dell’Unesco Memory of the World.

The Desmet Collection was acquired by the Netherlands Film Museum in 1957. It is the professional legacy of the cinema owner and film distributor Jean Desmet (1875-1956) and consists of almost 900 – predominantly foreign – films, a business archive and thousands of posters, stills, programmes and flyers. There is no other collection in Europe containing such a wealth of information about film distribution and cinema operation in the period 1907-16. Furthermore, the film collection contains a large amount of material that is actually nothing less than a representative sample of the commerciai stock of its time. These films come mainly from France, the United States, Italy, Germany, Denmark and to a lesser extent Great Britain, Russia, Sweden, Austria, the Netherlands and Belgium. All the popular genres of the time are present in both short and long form: dramas, comedies, variety numbers, travelogues, scientific documentaries, actualities and cinema newsreels. Many of the films are no longer extant in the countries where they were first produced.

Ivo Blom (Jean Desmet and the Early Dutch Film Trade, Amsterdam University Press 2003)

Molti auguri al Netherlands Film Museun per il meritato riconoscimento, per conservare, preservare e restaurare questi tesori.

Come sicuramente sapete, un fetta consistente della collezione sono le copie, uniche al mondo, dei film italiani “degli anni d’oro”. Quelli che tutti noi vogliamo vedere. Approfitto dell’occasione per sollecitare, ancora una volta, il rilascio in DVD di qualche film italiano.

Grazie in anticipo!

(Grazie a Ivo per il libro! Auguri anche a te!)

Tesori della George Eastman House online

L’archivio della George Eastman House, che conserva quasi 28.000 titoli di film del 1894 ad oggi, ha deciso di creare una vetrina online per mostrare alcuni dei “tesori” nascosti.

I film sono gratis e senza restrizioni. Per il momento i titoli non sono molti ma “continueremo ad aggiungere titoli, visitateci spesso”. Senz’altro.

La collezione merita, parola di “ritrovati, restaurati, invisibili”.

Per quel che riguarda il cinema italiano due “rarità”: Thais, di Anton Giulio Bragaglia, e The Movie Actór, che italiano non è, ma l’ interpretete è Farfariello, Eduardo Migliaccio, nato a Cava dei Tirreni il 15 aprile 1880. Visitate il suo sito internet, per sapere di più.

A proposito del film di Farfariello, e di altri film sonori, io non sento l’audio.

E voi?

Grazie alla George Eastman Houseper questo bel regalo, e buone visioni a tutti!

Al tempo del cinema muto

Cabiria, Itala Film 1914
Cabiria, Itala Film 1914. Primo a sinistra, Emile Vardannes che interpreta Batto, il papà di Cabiria (fotobusta originale del film Archivio In Penombra)

« … gli attori non recitavano mai una frase che fosse coerente all’azione. Bastava che muovessero le labbra per fare vedere che parlavano. Mi ricordo di una bella scena d’amore tra non rammento più che attore e la Costamagna, forse la prima stella del firmamento sorgente allora. Lui in ginocchio, di fronte a lei, coi gesti dimostrava la più grande passione. Lei lo respingeva disdegnosa. Ecco il dialogo:

Lui (comprimendosi il cuore con le due mani): Ah, che male di stomaco. Bisogna che cambi trattoria. Quell’oste e un vero avvelenatore.

Lei (tendendo le mani come per respingerlo): Adesso sto fresca. Ho sentito che mi si è sganciata la sottana… non oso voltarmi.

Lui (sempre più appassionato): Se vuoi sospendiamo e ti fai puntare uno spillo…

Lei (ancor più disdegnosa): Non fa niente, ora è finita. Chiama la sarta.

Lui (in un ultimo urlo d’amore):

Carolina, Carolinaa! La Costamagna perde la sottanaaa!

E il pubblico poi, a teatro, piangeva per tanto amore infelice.

Ma poi si dovette cominciare a recitare sul serio, in seguito a questo fatto:

Lavorava, allora, a Torino, all’Itala Film un simpaticissimo attore francese, un certo Vardannes, caratterista di valore che, in una certa pellicola di costume medioevale, doveva rappresentare la parte di un ispirato predicatore delle crociate. La scena avveniva nella navata di una cattedrale, ampia, solenne. I cavalieri crociati in ginocchio vedono passare il santo sacerdote: Vardannes. Egli, col capo coperto da una parrucca a lunga chioma incede solenne, sale sul pergamo e con aria ispirata comincia la sua invocazione:

— Quel figlio d’un cane di Larousse (un altro attore francese della stessa compagnia) ieri sera mi ha sbancato all’ecarté. Adesso devo chieder un anticipo all’ingegnere Sciamengo. Poi voglio la rivincita. E. tu, Del Ponte, verrai ad assistere a questa partita. Mi è arrivato il vino nuovo. Sentirete che roba e mia moglie vi farà una zuppa inglese da leccarsi le dita…

E via di questo passo, anche un po’ peggio, perché il buon Vardannes amava i discorsi grassocci.

Senonché, pochi giorni dopo, scoppiò un piccolo scandalo. La pellicola fu proiettata in un teatro torinese, dove furono condotti ad assistervi — trattandosi dì soggetto storico e morale — i ragazzi sordo-muti, i quali, abilissimi a leggere le parole del movimento delle labbra, scoppiarono, con grande meraviglia del resto del pubblico, in una risata.

Inutile dire che Vardannes fu pregato di attenersi, nelle sue parlate, al carattere della scena in via di rappresentazione.»

Quello di Hollywood
(Cinema Illustrazione, 15 ottobre 1930)

Congratulazioni a Jean Dujardin, protagonista di The Artist, per il premio al Festival de Cannes. Grazie a Pedro Almodovar per aver dichiarato che avrebbe voluto girare muto ed in bianco e nero La piel que habito, anche questo premiato a Cannes. Chi lo sa, magari siamo in pieno “rinascimento”… del cinema muto, naturalmente.