Film presentato alle Giornate del Cinema Muto 1988, messa in scena di Salvatore Auteri Marazzan, produzione Cines 1914.
In questo film racconta la storia di un cavallo dell’esercito italiano in Libia chiamato Rataplan che, ferito, curato, e fatto ritornare in Italia, viene poi venduto ad un cocchiere di piazza.
Principali interpreti: Camillo Apolloni, Lea Giunchi, Raffaello Vinci, Renato Visca.
Secondo il programma delle Giornate 1988: 30′ m. 35 mm. Fondo Livio Fantina. Nella pagina web dell’Archivio della Cineteca: Restauro effettuato a partire da una copia nitrato acquisita da Aldo Predonzan.
L’amazzone mascherata è il primo film della Serie Francesca Bertini “La più suggestiva ed affascinante attrice del palcoscenico cinematografico italiano”, prodotto dalla Celio Film. Anche questo è ambientato, in parte, nel paese di Silistra:
Franca ed Alberto De Roberti sono sposi felici in continua luna di miele. Ricchi, di aristocratica stirpe, dedicano tutto il loro tempo libero ad opere di beneficenza.
Nel patronato scolastico prò-Asilo Galilei, il cassiere espone lo stato poco i prospero della cassa. Ed in una riunione in casa della presidentessa tenutasi nella sera, si decide di fare un festa di beneficenza, approfittando del Gran Circolo Equestre Steroski che debutta all’Ippodromo. Al tenente Alberto De Roberti è affidata l’organizzazione della festa. E sotto la direzione di questi e di Steroski sono già cominciate le prove.
Nel frattempo Alberto è incaricato dal generale Salvi di compiere un piano di mobilitazione della cavalleria. Egli, durante le prove al Circo ne fa partecipe la moglie avvertendola che andrà a casa subito per chiudere nella cassaforte i documenti affidatigli dal generale.Tale colloquio non sfugge a Steroski, che è una spia internazionale.
Egli con la sua amante Nadia, studia la maniera per rubare quei documenti. Ed invita Alberto, con la scusa di prendere gli ultimi accordi per la grande festa di beneficenza, dopo lo spettacolo a cena al caffè inglese. Alberto ignaro del complotto, vi si reca tranquillo e fiducioso. Una sigaretta narcotizzata getta Alberto in sonno, rendendo così facile a Steroski il rapimento dei documenti segreti. Compiuto il furto Alberto viene svegliato, e… cos’è stato? — si domanda — Nulla, forse il caldo della sala avrà dato fastidio.
Si giunge così alla festa di beneficenza, riuscita un trionfale successo specialmente per Franca nel suo numero di amazzone.
Steroski, in possesso dei documenti si è affrettato a consegnarli al governo del suo paese, la Silistria.
Nel frattempo Alberto è invitato dal generale a riconsegnare i documenti. Triste sorpresa ! La cassaforte è vuota ! Dopo una straziante scena, egli abbandona la moglie e si reca dal suo generale, già conscio della sorte che lo attende. In attesa che il Tribunale militare lo giudichi, viene messo agli arresti. Ma la sua situazione è grave: le prove della sua innocenza mancano. Il tenente Alberto De Roberti viene condannato a venti anni di carcere.
Franca però si convince che Steroski o qualcuno del suo Circo, sia l’autore del furto: una mattina Bastiano, il vecchio e fedele domestico di Casa De Roberti difatti ha trovato sotto la cassa forte un bottone da frak con il monogramma del Circo Steroski. E, verso l’ignoto, con un piano ardito, difficile, ella va in cerca della prova dell’innocenza del suo Alberto….
Presentato nella sezione Silents Italian Style del 6th Pordenone Silent Film Festival, 27 Sept. – 3 Oct. 1987.
Il Capriccio del miliardario 1914, pubblicità francese
«Lo splendido panorama di Roma ispira al miliardario Rochesund l’idea di una gara sportiva: offre un premio di un milione di lire a chi entro la fine del mese, e nel minor tempo possibile, percorre Roma in tutta la sua lunghezza in linea retta, su uno spazio largo dieci metri della linea che ha disegnato, e senza ricorso ad alcun trasporto via terra, fluviale o aereo, quali siano gli ostacoli che si possono incontrare.
Queste condizioni bizzarre e l’importanza del premio rivoluzionano la città. Tra i numerosi concorrenti c’è il giocatore Paolo Sbiéga … La fortuna lo favorisce e, dopo aver scalato parecchi muri con sprezzo del pericolo, arriva per primo in diciotto giorni.
«Bene, le dice Rochesund, se entro la fine del mese, nessuno farà il percorso in meno tempo di voi, il milione è vostro.»
Questa performance è considerata da tutti sportivi come un record per la gioia di Paolo Sbiega e la sua amante Clara.
Ma un nuovo giocatore entra improvvisamente nella mischia, il giovane Publio Danna, fidanzato della bella Matilde, figlia del banchiere Buonafede.
Ha deciso di tentare la fortuna sapendo che il banchiere è in rovina, e se entro venti giorni egli non ha pagato al suo creditore Taco, questo sposerà Matilde.
Inizia così una corsa disperata. Non si tratta solo di completare il percorso, ma di battere il tempo di Sbiega in non più di otto giorni!
Ma l’amore mette le ali! Publio corre, vola, e non riconosce barriere! Quando incontra una palazzo, invece di sprecare il suo tempo arrampicandosi, egli attraversa come una meteora il piano terra. Quindi Sbiega protesta, ma la sua protesta non è accettata … Quando si tratta del Tevere, Publio ha un attimo di esitazione, non sapendo nuotare. Ma ci riesce lo stesso, grazie alla cintura di sicurezza che gli offre la sua Matilda. Nuova protesta di Sbiega, che di nuovo non è accettata dalla giuria: la cintura di sicurezza non è considerato come un mezzo di trasporto.
In quattro giorni, Danna ha percorso la metà del percorso. Sbiega non è disposto a perdere il premio. Per la prima volta, l’idea di un crimine si presenta nella sua mente e, in un passaggio pericoloso, cerca di affogare Danna aprendo una chiusa …
I suoi tentativi falliscono uno dopo l’altro. Protetto da Matilda, Danna supera tutte le difficoltà. Stanco e pieno di lividi, esausto, arriva finalmente alla meta … ha perso cinque minuti! Ma, come nel Giro del mondo in 80 giorni, grazie alla differenza del meridiano, è addirittura di qualche minuto in anticipo ricevendo il milione che si merita.»
Secondo il catalogo della Mostra Internazionale del Cinema Libero (Il Cinema Ritrovato) di Bologna, edizione 1999, una copia di questo film – titolo Caccia ai milioni – fu ritrovata nel 1983 nell’archivio del Gosfilmofond di Mosca e preservata da positivo nitrato (35 mm, 1058 m, 58′ a 16 fotogrammi per secondo, didascalie tedesche). Aggiunge il catalogo:
«Film misterioso scappato alle filmografie di Bernardini e Martinelli che racconta di una caccia al tesoro attraverso una Roma bellissima ritratta all’inizio degli anni ’10. Tutti i luoghi che saranno mostrati da un secolo di cinema (da Fellini a De Sica) compaiono qui, forse per la prima volta. Inevitabile il passaggio dagli studi della Cines dove le star della compagnia attendono i concorrenti.»
Il “film misterioso scappato alle filmografie di Bernardini e Martinelli” è invece perfettamente segnalato nella filmografia di Martinelli (pagina 94 del primo volume Il Cinema Muto Italiano 1914 – i film degli anni d’oro, edizione 1993) con il titolo: Capriccio di miliardario, metri 909/1295.
La versione distribuita in francia nel 1914 (immagine sopra) era di m. 1181. La copia della Gosfilmofond mi sembra abbastanza completa.
Persone di fiducia – perché il film non sono riuscita a vederlo – confermano che si tratta di un film da non perdere. Come per tutti i suoi fratelli ritrovati e restaurati: sarà possibile liberarli prima del 3010?