Francesca Bertini – La Regina del Cinematografo

Francesca Bertini - La Regina del Cinematografo, a cura di Maria Teresa Antolin, Archivio In Penombra 2026

(Correva l’anno 2016, breve colloquio con me stessa)

— Cosa dici che vuoi fare? Un libro su Francesca Bertini?

— Esatto.

— Ti rendi conto che Francesca Bertini è una perfetta sconosciuta per la stragrande maggioranza delle nuove generazioni di “cinefiles”?

— Mi rendo perfettamente conto, ecco il motivo per pubblicare questo libro.

— E come pensi di attirare l’attenzione sulla vita e miracoli di una ormai pallida e semi-dimenticata stella del cinema?

— Innanzitutto voglio che sia la storia a raccontare vita e miracoli di Francesca Bertini…

— Cioè?

— Visto che tutti i protagonisti sono scomparsi, gli unici testimoni possibili e credibili sono i documenti d’epoca. Credibili fino ad un certo punto, naturalmente…

— Su di lei sono stati pubblicati alcuni libri, direi molti, se facciamo un confronto con altri personaggi legati alla storia del cinema muto italiano.

— Segno più che evidente della persistenza di un mito.

— Insisto: un mito dimenticato.

— Forse. La colpa non è sua. Mentre era in vita Francesca Bertini ha sempre saputo come attirare l’attenzione del pubblico, persino quando i suoi film erano scomparsi dalle sale di cinema. Adesso invece disponiamo di una discreta quantità di titoli ritrovati e restaurati, purtroppo l’acceso a questo patrimonio non è facile.

— Quindi…

— Ho pensato che sollevare l’interesse aiuterebbe a rompere l’incantesimo e renderebbe  disponibili i film per le “attuali” generazioni. Per riuscire a vedere certi film restaurati bisogna fare i salti mortali e disporre di abbondanti capitali. Non sapevo a cosa andavo incontro quando anni fa decisi d’intraprendere questo progetto, potrei scrivere un secondo libro raccontando certe avventure…

— Ritornando alla Bertini. Ho sempre letto che lei ci teneva a mantenere il mistero intorno alla sua vita privata…

— Questa non è una caratteristica di Francesca Bertini, ma di tutti i suoi contemporanei. Il gossip intorno alle stelle del cinema è una invenzione relativamente recente. Comunque, la vita privata di attori e registi nei primi decenni del ‘900 non era facile, e mancava sicuramente di glamour: orari impossibili, nessuna sicurezza sul lavoro, viaggi in terza classe…

— Francesca Bertini aveva moltissimi fan in tutto il mondo! Riceveva centinaia di lettere al giorno! Proposte di matrimonio, regali, gioielli…

— Questo è vero, ma nella vita privata, credimi, era molto casalinga e noiosa.

— Una casalinga chiamata Francesca Bertini!

— Non esageriamo.

— Una delle frasi che ricordo è: “Posso vivere a pane e formaggio, ma al Grand Hotel”.

— Cosa volevi che dicesse? “Oggi non ho una lira in tasca, mi presti qualcosa per mangiare un panino”?

— Sarebbe stata una dichiarazione clamorosa!

— Già, ma non avrebbe funzionato lo stesso, soprattutto in Italia, e lei questo lo sapeva. Difficile affermare una cosa del genere senza averla conosciuta personalmente, ma ho l’impressione che dietro il personaggio della diva ad ogni costo si nascondeva una grande manager delle abitudini molto semplici, quasi francescane, e questo basandomi su quello che mi hanno raccontato alcune persone a lei vicine negli ultimi anni.

— Una manager con un solo cliente.

— Peccato, avrebbe potuto fornire consigli preziosi, consigli sempre validi perché il mondo del cinema è sempre quello…

— Adesso esageri.

— Niente affatto. Il personaggio Francesca Bertini “diva fra le dive” coronata dagli spettatori del suo tempo come “regina del cinematografo” è perfettamente attuale. I divi sono il prodotto di una industria: l’industria del cinema, che in Italia è latitante ma altrove non è così. Come diceva il personaggio di Gloria Swanson in Sunset Boulevard: “Io sono ancora grande, è il cinema che è diventato piccolo”.

Buona lettura a tutti!
Maria Teresa Antolin

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