Morte che assolve – Raggio Film 1918


Morte che assolve Raggio Film Milano 1918

Brochure originale del film

Commento

È legge di natura non sfuggire agli affetti umani, e, spesso, chi non li apprezza a tempo, li invoca quando l’Inevitabile Dolore piega l’orgoglio alla sua scuola purificatrice.

Nel trionfo dell’amore, l’egoista brutale può diventare generoso fino al sacrificio della sua stessa vita, e il mondo che continua, si inchina riverente dinanzi alla

Morte che redime

… La scorciatoia porta alla cascata presso al Gran Burrone.

Il cammino è deserto. La madre stringe penosamente a sé la piccina, mentre la tosse insistente pare la spezzi il cuore.

Il fragore dell’acqua che precipita, la scuote con brividi di freddo e di paura.

Un passo affrettato si avvicina al cespuglio che la ripara, e Maddalena rivede il marito brutale, che insegue un’ombra lontana.

Inseguitore e inseguito formano tosto un corpo solo…

Il fragore della cascata à soffocato un urlo!

“Dio perdonami se l’ho maledetto!„

e nell’ultimo fremito, l’infelice copre convulsamente gli occhi della piccina, perché l’innocenza non veda l’orrore…

La cascata continua il suo ritmo egoista contro ogni voce, ma pure giunge sulla strada maestra il gemito affievolito dell’orfanella; ed un’anima pietosa lo sente, lo segue…

Così il destino prepara le sue fila per la redenzione di un ribelle alle leggi del cuore.

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Morte che assolve
Cinedramma di Francesco Serravalli
Interpreti  Comm. Ermete Novelli – Emilio Piamonti – Ettore Piergiovani
Elettra Raggio – Giulia Frampolesi – Accoretti
Direzione artistica dell’Avv. C. A. Lolli
Fotografia di Mario Bacino
Produzione Raggio Film – Milano 1918
(dalla brochure originale del film – archivio in penombra)

Recensione
Scenario originale, interessante e chiarissimo, fotografia quasi sempre ottima, personale di primo ordine.
Tali sono, secondo me, i principali pregi di questo eccellente lavoro della casa milanese.
Ma ciò che in esso maggiormente risalta anche all’occhio del profano è un perfetto equilibrio tra l’azione e l’ambiente.
È chiaro che qui si è in presenza di una mente direttrice non comune, di un inscenatore, che sa quel che sia l’arte cinematografica.
Mi dispiace di scrivere certe cose, ma è un fatto che da qualche tempo i nostri direttori artistici sembrano aver perduta ogni più elementare nozione cinematografica, violazioni continue della prospettiva, assenza di buon gusto nel taglio dei quadri, disprezzo del colore, nessuna cura nella scelta di ciò che deve incorniciare i quadri sia interni che esterni, disordinatezza nell’azione mimica dei singoli interpreti e delle masse, abuso di primi piani inutili e didascalie incomprensibili. La Raggio Film, con questa sua nuova opera, ha dimostrato, invece, di possedere un direttore cosciente delle vere mansioni dell’arte muta, e infatti egli ha saputo scegliere, muovere e colorire i suoi quadri come pochi altri, curandone con discernimento ogni particolare, e non lasciando agli interpreti nessuna iniziativa estranea od esorbitante della più rigorosa figurazione del dramma. Egli ha dimostrato inoltre come, anche svolgendo l’intero scenario a Villa Borghese, a Tivoli e nella Villa d’Este, si possano presentare degli ambienti ricchi di bellezze naturali, senza che traspaia il luogo comune.
Forse il personale femminile, in Morte che assolve, poteva essere migliore: c’è però Elettra Raggio, e se anche ella non è una bella donna, ha nondimeno una figura così intelligente ed espressiva, che vale più di tante dive bellissime, ed agisce con tale naturalezza ed abilità, che in certi momenti è perfino adorabile.
Viceversa il personale mascolino non poteva essere scelto con più fortuna. Ermete Novelli è sommo come fu sempre, è forse l’unico degli attori, venuti dal teatro di prosa, che abbia portata nella cinematografia una impronta di originalità e di perfetta conoscenza dell’arte.
Il pubblico dei cinematografi deve essere grato alla Raggio Film di aver raccolto in questa pellicola gli ultimi lampi del genio drammatico del grande scomparso.

Tito Alacevich
(Film, Napoli, 23 febbraio 1919)

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Archivio del Cinema Muto - Silent Film Archive
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