Il Mostro di Frankenstein Albertini Film 1920

umberto guarracino
Umberto Guarracino, il Frankenstein italiano

A grande richiesta: ecco una foto del Frankenstein italiano, l’attore Umberto Guarracino, alias Cimaste, facendo il suo mostruoso lavoro.

Vi lascio con un link a Frankensteinia – The Frankenstein Blog, dove si parla (in inglese) di questa versione italiana, e vi fanno vedere una locandina del 1926, ed una pagina di pubblicità in una rivista. Come vi avevo detto, questa locandina è la prova, il film ebbe molto successo.

Si cerca mostro, datevi da fare…

Il Frankenstein italiano del 1920

Luciano Albertini
Luciano Albertini

Avete sentito parlare della nuova versione di Frankenstein? Sicuro! Si tratta di una nuova versione destinata alla televisione. In alcuni articoli si parla delle versioni d’altri tempi su questo mito letterario… e cinematografico. Ma nessuno, se mi sbaglio fatemi sapere, sembra ricordarsi della versione italiana dell’era del muto.

C’era una volta nel 1920, un attore italiano chiamato Luciano Albertini, alias Sansone, insieme alla moglie Linda, gli sceneggiatori Giovanni Bertinetti, Giovanni Dovetti, il regista Eugenio Testa, l’operatore Alvaro De Simone, senza dimenticare il prezioso aiuto di certo Umberto Guarracino nella parte del “mostro”. Tutti quanti, e molti altri di nome ignoto, si misero al lavoro per costruire un film dal famoso romanzo Frankenstein, opera di Mary Shelley, anno 1818.  Dimenticavo, tutto sotto la bandiera dell’Albertini Film e, purtroppo dell’Unione Cinematografica Italiana che… ma questo lo lascio per la prossima occasione.

Com’era questa versione? Buona! Anzi, una delle poche dove i critici più temibili sono tutti d’accordo, quasi…

«Per un caso stranissimo, gli scrittori della Albertini-film sono riusciti a mettere su un soggetto eccellente; e con ogni probabilità hanno dovuto offendersene, poiché si sono vendicati. Lo spunto è quanto di più cinematografico ci sia: la fabbricazione artificiale dell’uomo. Seguendo la novella inglese, i soggettisti ci presentano un chimico che riesce a fabbricare un uomo e che produce un tale mostro di ferocia e di idiozia che fa onore alla sua fatica. Ma nello svolgimento dello spunto, gli autori hanno perduto una meravigliosa occasione per fare un film eccellente, poiché non hanno tenuto in nessun conto il materiale formidabile di cui disponevano e non l’hanno utilizzato che a pezzi e a bocconi.
(…)
Invece, perdendo completamente il senso delle proporzioni, hanno mischiato il filosofico all’avventuroso, il sentimentale al religioso e ne è venuta fuori un’insalata russa di incoerenze. Il personaggio del mostro, benché interpretato eccellentemente da un attore che non è citato, è in perenne contrasto con i titoli. Mentre la didascalia lo definisce «idiota», più «cosa» che essere, noi vediamo la creatura spaventosa dimostrarsi provvista di sufficiente raziocinio, perché ha paura, sente il bisogno di fare quello che fanno gli altri (…) e –  dulcis in fundo  – possiede anche delle estese cognizioni di lotta greco-romana! (…). In ogni modo, è però tale la forza dello spunto che il film, anche così sconquassato, interessa moltissimo. Chi si indigna è l’artista che vede rovinare una chiesa per fare un sagrestia!».
(G. Giannini in «Kines», Roma, 10 settembre 1921)

Film perduto… al giorno d’oggi.

Sua Maestà il sangue – Aquila Film 1913

Secondo film del programma Silent Italian Style, Giornate di Pordenone 1987.

Produzione Aquila Film, Ciclo d’Oro, Torino 1913. Messa in scena di Roberto Roberti, se lo avete dimenticato, il padre di Sergio Leone, ma non finisce qui, Roberti interpreta il Re Sergio II di Asturia, e la madre di Leone, Bice Waleran, uno dei personaggi principali.

Non so niente sulla copia del film, se è completa, ecc. La rivista Griffitiana, nel numero corrispondente alle Giornate del 1987, non fa il minimo accenno. Questa volta, nemmeno il Museo del Cinema di Torino si è fatto vivo.

Sua Maestà il sangue 1913
Roberto Roberti, Sua Maestà il sangue 1913

Tutto quello che posso fare per voi è questa immagine di Roberto Roberti.

Nota: le immagini di questo, e di tutti i siti dell’archivio in penombra sono originali d’epoca in archivio, quando non è così, è segnalata la provenienza, ricambiate lo stesso, grazie anticipate.