Archivi tag: Caesar Film

Cinema muto in Italia fine estate 1914

La storia del cinema muto italiano raccontata da chi l’ha vissuta. Fine estate del 1914. Tempo di divi e di guerra… Alberto Collo: « Nel 1914 la Celio passa alle dipendenze della Cines. Si svolge allora una memorabile lotta a … Continua a leggere

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La giovinezza del diavolo – U.C.I. 1922

L’ultimo Film di Francesca Bertini La Giovinezza del Diavolo, di Riccardo Artuffo e Gabriellino d’Annunzio. Francesca Berlini, la indimenticabile regina dell’arte del silenzio, pur avendo ormai abbandonato il cinematografo da un paio d’anni, è ancora così viva nella memoria del … Continua a leggere

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Ivonne la bella della “Danse Brutale” – Caesar Film 1915

Messa in scena: Gustavo Serena Soggetto e riduzione per lo schermo: Renzo Chiosso Operatore: Alberto G. Carta Scenografia: Alfredo Manzi Interpreti principali: Francesca Bertini, Gustavo Serena, Carlo Benetti, Alberto Albertini, Amelia Cipriani Lunghezza metri: 1600 Film scomparso. Argomento: Questo soggetto … Continua a leggere

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Amore vince il timore ovvero Consuelita 1921-1925

Ancora il 1° Festival dei Film Ritrovati Restaurati Invisibili. Correva l’anno 1985, e le Giornate del Cinema Muto di Pordenone celebravano la IV festosa edizione. In quel tempo remoto, si decise di dedicare un omaggio a Vincenzo Leone, in arte … Continua a leggere

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Eleonora Duse e Cenere alla Cineteca Italiana

La storia di questo film è stata raccontata diverse volte, proviamo anche noi a proporre un piccolo diario a proposito di Cenere…

Roma 4 maggio 1916. Lettera di Eleonora Duse alla figlia Enrichetta: “ II libro è Cenere di Grazia Deledda. E’ un bel libro su l’isola di Sardegna. L’ho letto una volta — mi ricordo — in tournée — tu, Enrichetta — eri ancora bambina — e tante cose che mi turbavano nel libro — noi le vivevamo. Il libro è basato sulla necessità (non importa quale) d’una separazione fra madre e figlio. La madre sola e povera si abbrutisce nella morte del cuore, senza amore — ma il figlio — per volontà della madre — mandato via, a studiare, subisce un’evoluzione pratica — poetica — si fa Uomo, un vero uomo — fatto di azione, di sogno, e senza crudeltà sensuale, e capisce la pietà: qualcosa fra il Rolla di De Musset e il Renè di Chateaubriand, e, ben compresa, qualcosa della sete d’amore e di bene di Nietzsche. Continua a leggere

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