Produttori americani in Italia


Una scena di Nero (1922)

Una scena di Nero (1922)

Molti anni prima della Hollywood sul Tevere, verso la metà del 1920, sbarca a Roma un certo Mr. Abraham Carlos, con il compito di preparare il terreno per uno sbarco massivo delle troupe di Mr. William Fox, e non solo. Secondo Francesca Bertini nelle diverse versioni della sua autobiografia, questo inviato della Fox gli offri un “favoloso contratto” per andare a lavorare in America. Come sappiamo, o meglio come lei ha sempre raccontato, il contratto, una volta firmato, non fu mai onorato.

Superate alcune difficoltà, Mr. Carlos riuscì a mandare avanti il primo progetto della Fox, una nuova versione della vita e miracoli di Nerone, incendio compreso, messa in scena del canadese J. Gordon Edwards, sceneggiatura di Violet Tracy e Charles Sarver. Il cast era, è se si riesce a ritrovare il film da qualche parte, un misto di attori italiani e francesi:  Jacques Gretillat (Nerone), Paulette Duval (Poppea), Violette Merserau (Marzia), Edy Darclea (Atte), Sandro Salvini (Ottavio), e Guido Trento (Tigellino)…

Se volete leggere altri dettagli su questa lavorazione vi consiglio il volume di Giuliana Muscio: Piccole Italie, grandi schermi (Bulzoni 2004).

Vediamo adesso come vede questo “sbarco” l’italo-americano Antony del Giorno, corrispondente della Rivista Cinematografica di Torino a New York:

Abbiamo avuto qui, al teatro Lyric la première del Nerone edito dalla Fox, film assolutamente meraviglioso, e gli italiani possono bene a ragione vantarsi che i migliori, i più spettacolosi film non ci vengono che dall’Italia.

Ancora qualche film simile al Nerone e a Theodora che passi in visione alle nostre popolazioni e se ne avrà una tale richiesta per l’entusiasmo che avranno suscitato, che oso fare una predizione: assisteremo ad una vera emigrazione delle Compagnie Cinematografiche Americane verso l’Italia in un giorno non lontano, per mettersi in grado di produrre simili eccellenti films, per imitarvi e per imparare.

Ma, pur essendo questo spettacoloso film magnifico e bene eseguito per merito di tutti coloro che vi concorsero, per quella tipica e peculiare esagerazione e povertà di immaginazione americana, quel povero Jacques Gretillat lo si vede portato ad impersonare il tipo di Nerone così da sembrare un vero e proprio burattino, di ben poco somigliante all’infame e vile imperatore.

Noi lo vediamo agire nel Circo Massimo, come un grande ragazzone americano che assista ad una partita di base-ball, gridando a squarciagola ogni qual volta un giocatore abbia fatto un buon colpo; e il diapason dell’ilarità sale ancora quand’egli attenta a suicidarsi con la daga; ma tali anacronismi non sono percepiti dal pubblico, ed ognuno dice che lo spettacolo è grandioso, e unico, e meraviglioso.

Scene quali: la illuminazione e i fuochi in onore di Orazio dopo la conquista trionfale della Spagna, l’incendio di Roma e l’interno del Circo Massimo sono al di sopra di ogni descrizione anche per la colorazione; buone inoltre le evoluzioni della cavalleria romana; Alessandro Salvini è un ottimo Orazio, ma, come il resto degli attori, è un po’ sacrificato dalla meschinità dell’argomento, scritto da un ben mediocre autore.

Secondo me, quando si vogliono tracciare e comporre simili grandi capolavori, è necessario attenersi quanto più possibile alla storia, e, quando si deve ricorrere all’immaginazione, è necessario avere persone che sappiano ciò che è scritto e come debbano agire, per non fare come si è  fatto nel Nerone.

La Cabiria di D’Annunzio dovrebbe insegnare, essendo questa quanto di meglio sin’ora sia stato fatto.

Fox annuncia che dagli Stati Uniti sono stati importati in Italia cinquantamila piedi di pellicola pancromatica, appositamente preparata per ottenere dalla fotografia del cielo italiano e dagli effetti di ombre, di nubi, ancor più artistici effetti. Io non amo dare giudizi errati, ma già ebbi occasione di notificare che questa produzione americana s’è rivelata inferiore a quella europea, sia nell’eccedere nelle colorazioni, sia nel difettarne; in conclusione ciò ch’io posso dire è questo: che non si hanno mai proiezioni chiare, e per di più, troppo spesso sono macchiate. Io ho veduto cose molto migliori e ho constatato una maggiore abilità, in quanto a fotografia, nei films europei.

Queste sono idee e opinioni mie personali; il resto potrete desumerlo dei giornali, che sono gli unici che reggono e regolano l’opinione pubblica in questo Paese.

Tenete bene gli occhi aperti e seguite lo sviluppo di questo Paese, perchè ci vorrà ancora del tempo prima che l’Italia possa, con la sua fama, conquistare il primato in questo mercato.

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